Inibitori Selettivi del Reuptake della Serotonina (o SSRI)

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Si tratta di Psicofarmarmaci il cui meccanismo d'azione consiste nel modificare la trasmissione della serotonina.
Normalmente, le terminazioni nervose delle fibre serotoninergiche dei Nuclei del Rafe "proiettano" cioè raggiungono le cellule del Locus Coeruleus; in realtà le "proiezioni" di tali fibre raggiungono "siti" cerebrali diversi; ritornando a quelle "proiezioni" che ci interessano più da vicino è bene puntualizzare alcuni passaggi fondamentali:

  • la fibra nervosa serotoninergica dei Nuclei del Rafe raggiunge le cellule del Locus Coeruleus con la sua terminazione detta "sinaptica";
  • tale terminazione sinaptica libera molecole di serotonina che percorrono un brevissimo spazio e raggiungono la superficie (= dette membrana cellulaure") delle cellule noradrenergiche del Locus Coeruleus, fissandosi ad apposite strutture dette "recettori";
  • tale "spazio" tra la terminazione della fibra serotoninergica e la membrana cellulare (su cui è presente il recettore dove si aggancia la molecola stessa della serotonina), si chiama "spazio sinaptico" e, a sua volta, la terminazione della fibra serotoninergica viene anche chiamata "terminazione sinaptica" o "sinapsi";
  • la molecola di serotonina, fissata al recettore della cellula del Locus Coeruleus, promuove un cambiamento dell'attività della cellula stessa del Locus Coeruleus, permettendole così di esercitare la funzione per cui è predisposta e raggiungere gli obbiettivi previsti, di cui si è già parlato;
  • successivamente, la molecola di serotonina che si era agganciata al recettore, dopo aver esercitato la sua funzione, si "sgancia" dal recettore stesso e viene recuperata dalla stessa terminazione della fibra cellulare serotoninergica che l'aveva in precedenza liberata: è la cosiddetta "ricaptazione della serotonina" o "reuptake della serotonina:
  • a questo punto entra in gioco la molecola dello psicofarmaco che, con notevole "delicatezza", interagisce con questo fine meccanismo;
  • E come? Rallentando questa velocità di "recupero" della serotonina stessa, recupero normalmente effettuato dalla stessa terminazione della fibra nervosa serotoninergica, che l'aveva poco prima liberata (ecco perché tali farmaci sono chiamati inibitori del reuptake, cioè della ricaptazione della serotonina);
  • da ciò consegue una maggiore presenza e quindi una maggiore durata di azione delle molecole di serotonina stessa anche sui recettori della membrana delle cellule del Locus Coeruleus oltre che su altri siti cerebrali;
  • tale maggiore durata d'azione permettere al Locus Coeruleus stesso di recuperare più rapidamente la "giusta" concentrazione di noradrenalina al suo interno, e ripristinare in modo ottimale tutte le sue importanti funzioni di cui si è già discusso;

 

  • in linea generale, è necessario effettuare una terapia di alcuni mesi, che può oscillare dai 6-8 mesi fino ai 12-24;
  • sulla base della Attenuazione e successiva Remissione degli Attacchi di Panico, si può gradualmente sospendere e concludere la Terapia;


nel contempo, per motivi che vedremo meglio più avanti, è importante associare alla terapia farmacologica un percorso di psicoterapia analitica.
Tra i principali SSRI utilizzati nel mondo e in Italia con ottimi risultati ricordiamo:

  1. Fluoxetina: Prozac cps 20 mg
  2. Citalopram: Elopram cpr 20 mg; Seropram cpr 20 mg
  3. Paroxetina: Sereupin cpr 20 mg; Seroxat cpr 20 mg..


Un altro farmaco molto efficace, che oltre ad agire sulla trasmissione della serotonina, influenza positivamente anche la trasmissione della noradrenalina (sempre attraverso una inibizione della ricaptazione) è la Venlafaxina o Efexor (cpr 37.5 mg; cps a rilascio prolungato 75 mg; cps a rilascio prolungato 150 mg).


NB: un errore da non commettere nel modo più assoluto è interrompere la terapia farmacologica troppo presto: dato che il miglioramento può essere avvertito dal Paz. già dopo poche settimane di terapia, egli potrebbe essere portato a pensare che la cura ha realizzato l'obbiettivo previsto della Guarigione e interrompere bruscamente il trattamento.


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