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Risposta
da Stress
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a Cervello e Anima
- Le Nozioni di Agente
Stressante o Stressor e di Risposta da Stress
- Classificazione
degli Principali Agenti Stressanti o Stressors
- Il Sistema di
Inibizione Comportamentale o BIS (Behavioural Inhibition System)
- Cambiamenti Psichici
e Fisici nella Risposta da Stress
- Risposta da Stress
e Circostanze in cui si rivela utile
- la Sindrome da
Distress
1) LE NOZIONI DI AGENTE STRESSANTE O STRESSOR E DI RISPOSTA
DA STRESS
Secondo la prospettiva medico-psicologica ciascuno di noi presenta dei
bisogni e desideri fondamentali che ci accompagnano nella nostra dimensione
quotidiana ed esistenziale. Quando si determinano delle situazioni che
ostacolano gravemente la realizzazione di tali bisogni e desideri, si
può creare, comprensibilmente, una situazione di forte disagio
emotivo e personale.
Le situazioni che provocano tali ostacoli costituiscono i cosiddetti Agenti
Stressanti o Stressors e la reazione psicofisica del soggetto la cosiddetta
Risposta da Stress, che sarà meglio approfondita in seguito. Per
quanto riguarda gli Agenti Stressanti sono state effettuate delle ricerche
approfondite a livello internazionale che hanno permesso di elaborare
alcune importanti classificazioni.
2) CLASSIFICAZIONE DEGLI PRINCIPALI AGENTI STRESSANTI O STRESSORS
Rispetto ai principali Agenti Stressanti riferiti nel corso di terapie
e di ricerche di tipo medico-psicologico, è emerso, attualmente,
che i soggetti "colpiti" riferiscono come Agenti Stressanti:
più ricorrenti:
- nel 58% dei casi
conflitti con una persona amata
- nel 55% dei casi
problemi economici
- nel 39% dei casi
lavori in casa e gestione familiare
- nel 39% dei casi
ritmo frenetico della vita moderna
- nel 29% dei casi
rumori eccessivi
- nel 25% dei casi
episodi criminosi nella comunità di appartenenza
- nel 22% dei casi
violenze in tv e nei film
- nel 24% dei casi
problemi di salute
- nel 19% dei casi
pendolarismo
- nel 10% dei casi
problemi di utilizzo dei computers
Tali Agenti Stressanti,
in alcuni casi, possono coesistere contemporaneamente. Dal punto di vista
della Durata gli Agenti Stressanti possono essere distinti in:
I) Stressors a Lungo Termine
- ad es. tensioni coniugali, malattie croniche: come cardiopatie ischemiche
o aritmiche, diabete ecc., povertà, vivere in condizioni di sovraffollamento,
eccessive responsabilità di lavoro ecc.
II) Stressor a Medio Termine
- ad es. perdita del lavoro, morte di una persona cara, malattie acute
e sub-acute come infezioni, traumi osteoarticolari e muscolari, tumori
suscettibili di cure mediche e/o chirurgiche, separazioni coniugali, divorzi,
disastri naturali come terremoti, allagamenti, uragani, tornadi, disastri
ambientali, conflitti bellici.
III) Stressors a Breve Termine
- ad es. spese alimentari, commessi sgarbati, elevate temperature estive,
perdita di documenti, perdita di oggetti come mazzi di chiavi, lenti a
contatto, tormenta di neve ecc.
3)
IL SISTEMA DI INIBIZIONE COMPORTAMENTALE O BIS (BEHAVIOURAL
INHIBITION SYSTEM)
Nel 1982 Gray (1) elaborò una importante teoria detta del Sistema
di Inibizione Comportamentale con la quale cercò di gettare luce
sulle reazioni psichiche e neurobiologiche del soggetto esposto ad Agenti
Stressanti sia a breve, che a medio e a lungo termine.
I) La Reazione Iniziale ad una Minaccia e/o Pericolo
Quando il soggetto si trova di fronte ad una situazione potenzialmente
minacciosa e/o pericolosa è portato a confrontarla con le proprie
esperienze del passato; e ciò sia in un modo spontaneo e, per così
dire,automatico, sia, se c'è tempo a disposizione, attraverso le
proprie capacità di analisi e di riflessione. Entra in gioco una
funzione determinante, la Memoria.
Se il ricorso ai propri
ricordi offre elementi rassicuranti, il soggetto si tranquillizzerà
rapidamente e saprà come affrontare e gestire la situazione problematica
che si è andata determinando. Al contrario, se la "banca dati"
dei propri ricordi non offre elementi immediatamente utili di comparazione
e orientamento si attiverà il cosiddetto Sistema di Inibizione
Comportamentale.
Facciamo un esempio tratto da un caso clinico autentico; una scossa di
terremoto colpisce di notte l'abitazione di una coppia di giovani sposi;
il marito, che ha avuto modo in passato di avere sentito altre scosse
di terremoto più o meno similari, dopo un primo momento di apprensione
e disorientamento, si tranquillizza. E ciò dato che ricorda, con
precisione e attendibilità, che scosse similari non sono in grado
di provocare danni né alle persone e né alle cose. Si dispone
così a proseguire il riposo notturno senza ulteriori apprensioni.
Ma la moglie, che è alla sua prima esperienza in assoluto di terremoti,
reagisce con grande timore e apprensione, dato che nulla, nei suoi ricordi,
le permette comparazioni attendibili e rassicuranti. In primo luogo interrompe
il riposo notturno e non riesce più a prendere sonno: si è
creata così una "inibizione del comportamento" fino a
quel momento in atto, cioè il riposo notturno, In secondo luogo,
mentre prima dormiva serenamente, ora, al contrario, presenta uno stato
di "attivazione e di esaltazione dell'attenzione"; tutta la
sua coscienza e i suoi sensi sono in uno stato estremo di allerta, pronti
a cogliere eventuali altri sommovimenti tellurici ed ad abbandonare precipitosamente
l'abitazione.
In realtà, alla giovane sposa si è attivato il cosiddetto
Sistema di Inibizione Comportamentale, reazione preziosa e fondamentale
per affrontare e reagire a situazioni di emergenza nel modo più
costruttivo ed efficace possibile.
Ma quali cambiamenti avvengono a livello psichico e fisico quando si attiva
il Sistema di Inibizione Comportamentale?
4) CAMBIAMENTI PSICHICI E FISICI NELLA RISPOSTA DA STRESS
Come si è visto, il Sistema di Inibizione Comportamentale consiste
essenzialmente in un improvviso cambiamento a livello psichico e operativo:
il soggetto interrompe le sue normali attività e/o impegni, per
indirizzare tutta la sua attenzione ad un evento nuovo, vissuto come potenzialmente
pericoloso e/o minaccioso.
Questo cambiamento è sostenuto da modificazioni che avvengono,
in tempi rapidi, a livello neurobiologico ed endocrino e che consistono,
per l'appunto, nella cosiddetta risposta da stress.
A livello neurobiologico è stato osservato:
- aumento della liberazione di catecolamine (= adrenalina e noradrenalina)
dal Sistema Vegetativo Simpatico, dalle Midollare Surrenale e dal Locus
Coeruleus; il che avviene nell'arco di pochi secondi.
- ciò si associa a dei cambiamenti significativi psichici e
somatici e cioè:
a) modificazione della coscienza con aumento dell'attenzione, concentrazione
e vigilanza; si tratta del subentrare di un vero e proprio stato di all'erta,
finalizzato a individuare eventuali potenziali pericoli e minacce e a
rispondere prontamente nel modo più rapido ed efficace possibile
(si ritiene che il substrato anatomico responsabile di tale effetto sia
da ricercare nelle lunghe proiezioni del Locus Coeruleus a direzione neo-corticale,
di tipo fronto-orbitario);
b) inibizione, seppure a breve termine, della stimolo della fame e della
sete, della libido e del desiderio sessuale; ciò viene interpretato
come una "canalizzazione" di tutte le energie psicofisiche del
soggetto allo scopo di fronteggiare quell'emergenza rappresentata dal
potenziale pericolo o minaccia in quel momento incombente.
c) aumento della frequenza cardiaca e respiratoria e aumento del tono
muscolare; tali modificazioni hanno lo scopo di ottimizzare una eventuale
reazione di attacco e o di fuga rispetto ad un potenziale aggressore.
d) aumento della glicemia e cioè della concentrazione di glucosio
nel sangue: il glucosio è il "combustibile" per eccellenza
del cellule nervose e delle cellule muscolari; una sua maggiore disponibilità
è fondamentale in quei momenti in cui tali cellule sono chiamate
a dare il "meglio di sé", per i motivi appena indicati.
A livello endocrino è stato osservato:
a) aumento della liberazione di cortisolo dalla corteccia surrenale, in
genere nell'arco di alcuni minuti; a sua volta, il cortisolo causa una
liberazione di endorfine e di ormone somatotropo; le endorfine tendono
a diminuire la percezione sensoriale del dolore e l'ormone somatotropo,
entro certi limiti, velocizza i processi di guarigione delle ferite. Sembrerebbe
quindi che il cortisolo eserciti una sorta di protezione nel caso in cui
il soggetto dovesse subire delle lesioni fisiche in seguito alla esposizione
di un dato fattore stressante (sembrerebbe che sia lo stesso Locus Coeruleus
ad attivare il cosiddetto asse ipotalamo-ipofisi-surrene: l'ipotalamo
libera il CRF che induce l'ipofisi a liberare ACTH che a sua volta induce
la corteccia surrenale a liberare il cortisolo).
Nel complesso, la Risposta da Stress ha una notevole importanza e costituisce,
in assoluto, uno dei più potenti "strumenti" a disposizione
dell'essere umano per la tutela della sua salute psicofisica e della qualità
della vita.
5) RISPOSTA DA STRESS E CIRCOSTANZE IN CUI SI RIVELA UTILE
Le circostanze in cui la Risposta da Stress si rivela utile, se non
di fondamentale importanza, possono essere principalmente di due tipi:
1. Circostanze in cui ciascuno di noi è
chiamato ad affrontare una situazione di emergenza che richiede la messa
in gioco di risorse non solo psichiche ma anche fisiche:
- ad es. una fuga di fronte ad un improvviso aggressore o, al contrario,
un attacco nel caso non sia possibile sfuggire all'aggressore stesso
(una discussione che degenera, un tentativo di furto, una provocazione
in strada o in un luogo pubblico ecc, una rapina ecc., un temporale
improvviso, un intruso nel giardino di casa ecc.)
- una fuga dettata da motivi di sicurezza, ad es., nel corso di un
incendio, un terremoto, un improvviso cambiamento climatico come un
temporale con grandine o fulmini, un tornado, un'eruzione vulcanica,
un'improvvisa esplosione ecc., una rissa in un locale pubblico con oggetti
che schizzano da tutte le parti ecc.
- incidenti di vario tipo con feriti da soccorrere o che ci colpiscono
direttamente con la necessità di raggiungere quanto prima una
sede ospedaliera o un pronto soccorso.
- diagnosi e cure mediche "invasive" come un'estrazione dentaria,
una tac ecc.
- si potrebbe continuare all'infinito, quelli di cui sopra sono solo
esempi tra i tanti che possono essere aggiunti.
2. Circostanze in cui ciascuno di
noi è chiamato ad affrontare una situazione di emergenza che richiede
la messa in gioco di risorse più psichiche che fisiche:
- un'interrogazione a scuola, un esame all'università, la prova
di un concorso, un colloquio o un conflitto di lavoro.
- appuntamenti importanti sia di tipo professionale che di tipo privato.
- momenti di tensione e conflitti nell'ambito del contesto professionale,
sociale e familiare.
- litigi tra coniugi, fidanzati, amici.
Come mai nell'ambito di questo tipo di Circostanza la Risposta da Stress
si rivela utile? Perchè quelle modificazioni biologiche che la
caratterizzano, permettono alle nostre risorse psicofisiche di esprimersi
al meglio nell'ambito di quel limitato lasso di tempo in cui agisce il
cosiddetto Fattore Stressante: infatti, la Coscienza è allertata,
vigile e attenta, l'apparato percettivosensoriale pronto a percepire le
più piccole sfumature, l'apparato muscolare tonico e pronto a scattare
al meglio delle sue potenzialità, il cuore, il sistema circolatorio
e la pressione ottimizzati al meglio, la respirazione profonda ed efficace.
In queste condizioni, è facile comprendere che in una qualsiasi
delle Circostanze appena descritte la reazione psichica e fisica comportamentale
non può essere che ottimale. L'Organismo nel suo complesso, infatti,
è si esprime ai vertici delle sue risorse e potenzialità
psichiche e fisiche.
Ma questo "viaggiare" al massimo della velocità è
possibile solo per un periodo limitato di tempo, circa 24-48 ore: e cosa
succede se, invece, le modificazioni neurobiologiche ed endocrine della
Risposta da Stress perdurano oltre tale limite di tempo? Si entra in un
contesto diverso e che muta drammaticamente: la Sindrome da Distress
LA SINDROME DA DISTRESS
Come si è osservato, quando si fa esperienza di un evento ritenuto
stressante si assiste alla Risposta da Stress, il cui "fine"
è, essenzialmente, proteggere il soggetto dal Fattore Stressante
a cui è sottoposto e salvaguardarne l'integrità fisica e
psichica. Ma cosa succede se il Fattore Stressante perdura oltre le 24-48
ore? In effetti le modificazioni neurobiologiche, endocrine e comportamentali
previste dalla Risposta da Stress sembrano "concepite" da programmi
genetici i qual avevano supposto per l'essere umano l'esposizione a pericoli,
per così dire, immediati, o comunque a breve termine.
Ma con l'avvento della civiltà e con l'attuale "qualità
della vita" accanto ad Agenti Stressanti di Breve Termine se ne sono
aggiunti altri di Medio e Lungo Termine.
Ad es. solo pochi decenni fa un figlio studiava nella gran parte dei casi
fino alla Licenza Elementare: oggi la gran parte dei ragazzi giunge alle
Scuole Superiori: accade spesso che alcuni di loro incontrano difficoltà
nell'applicarsi agli Studi e non si preoccupino, apparentemente, dei risultati
scolastici negativi, e rifiutino persino lo studiare in toto; se c'è
una Madre responsabile che si preoccupa di tutto questo, può trovarsi
imbrigliata in una situazione di apprensione che perdura non solo settimane
ma anche mesi o, in alcuni casi, anni.
Il continuo quotidiano conflitto col figlio, che può comportarsi
da poco collaborante fino ad essere provocatorio, oltre agli altri problemi
della vita quotidiana, possono creare un contesto stressante che impegna
notevolmente il Locus Coeruleus e ne consuma, potremmo dire ne "brucia"
quantità considerevoli di noradrenalina, la cui concentrazione
all'interno del Locus Coeruleus stesso, può "scendere"al
di sotto di quella soglia critica necessaria per un suo corretto funzionamento.
L'esempio appena fatto rientra nella categoria, già descritta a
pagina 1, degli Stress a Lungo Termine: essi sono potenzialmente "infiniti",
ad es. un genitore anziano con una malattia cronica progressiva debilitante
che richiede continua assistenza con tutte le conseguenze facilmente immaginabili
su tempo libero e le risorse economiche dei figli impegnati, per mesi
o anni nell'assistenza.
Un attesa per un'assunzione che si protrae a lungo, la preparazione ad
un concorso, il comportamento ripetutamente scorretto di un coniuge da
cui si è separati nei confronti di uno o più figli avuti
in comune, un contesto lavorativo disagevole e problematico, la casa nuova
acquistata che doveva già essere pronta e non si sa ancora quando
lo sarà effettivamente ecc. Possiamo continuare all'infinito, è
che nella nostre Società Occidentali, Italia compresa, sono innumerevoli
i Fattori Stressanti che ci attanagliano e condizionano a Lungo Termine.
Recentemente, i tragici attentati di cui sono stati oggetto gli USA aggiungono
un ulteriore nuovo Fattore Stressante a Lungo Termine: il Terrorismo,
che presumibilmente, è appena agli "inizi".
Così giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese,
anno dopo anno, nel perdurare e, a volte, peggiorare delle situazioni
stressanti, si giunge ad una così rilevante diminuzione di noradrenalina
dal Locus Coeruleus e anche dalla Zona Temporo-Limbica da condurre a gravi
conseguenze sul neurobiologico e psichico che consistono nella Sindrome
da Distress. Ma procediamo per gradi; ecco gli eventi significativi sul
piano neurobiologico e psichico, che possono articolarsi in tre fasi:
- minore disponibilità di noradrenalina nel Locus Coeruleus
- minore afflusso della stessa noradrenalina ai neuroni della corteccia
prefrontale
- la corteccia prefrontale, se adeguatamente supportata dalla noradrenalina,
è in grado di esercitare un controllo modulatorio inibitorio
sul sistema ipotolamo-ipofosi-surrene e sul sistema neurovegetativo
ortosimpatico e parasimpatico, che, in tal modo, operano in modo efficace
ed equilibrato;
- se però la corteccia prefrontale non è adeguatamente
supportata dall'noradrenalina, nel senso che giunge in modo deficitario,
allora si compromette il controllo modulatorio inibitorio a carico del
surrene e del sistema ortosimpatico, che entrano in "iperattività"
e liberano quantità superiori alla norma di adrenalina che si
immettono nel circolo periferico, cioè nel sangue
- così, in una prima fase, subentrano disturbi somatici e psichici
associati:
- Somatici: aumento della frequenza cardiaca (= tachicardia), oppressione
retrosternale, aumento della frequenza respiratoria fino a sensazione
di fame d'aria (= dispnea).
- Psichici: stato di coscienza allertato, ansia reattiva a problematiche
relazionali e/o socioprofessionali, tendenziale diffidenza e sospettosità,
attesa apprensive per il futuro, maggiori difficoltà di interazione
nei rapporti sociali e interpersonali
- se l'agente stressante perdura ulteriormente, può subentrare
una seconda fase con disturbi somatici e psichici più gravi;
ciò è dovuto al fatto, che la riserva di noradrenalina
del Locus Coeruleus può ulteriormente ridursi
Oltre ai sintomi di cui sopra, possono subentrare nuovi sintomi:
- Somatici: cefalee muscolo-tensive, tensione muscolare diffusa, tremori,
sintomi quali meteorismo, diarrea ed altri di tipo neurovegetativo,
difficoltà di addormentamento, risvegli precoci mattutini.
- Psichici: brusche oscillazioni del tono dell'umore, rabbia, sentimenti
di inadeguatezza e di colpa, irritabilità, ansia da prestazione
(= operatività e compiti che prima apparivano di più agevole
svolgimento appaiono, all'improvviso difficilmente sostenibili e molto
affaticanti) fino ad arrivare, nei casi estremi, ad una terza fase,
che consiste in un vero e proprio esaurimento delle riserve di noradrenalina
del Locus Coeruleus a cui corrispondo sintomi ancora più gravi
quali:
1. Somatici: grave e profonda astenia (debolezza)
con facile faticabilità
2. Psichici: depressione grave con pensieri
di morte e possibili ideazioni suicidarie fino a vere e proprie condotte
autolesionistiche.
Nel Complesso, quindi, vi sono 3 possibili "livelli" di Sindrome
da Distress, progressivamente più gravi, e ciò in funzione
della corrispondente diminuzione dei livelli di noradrenalina del Locus
Coeruleus.
La ricerca scientifica neurobiologica e medico-psichiatrica ha evidenziato
come i Disturbi d'Ansia, come il Disturbo da Panico con i suoi Attacchi,
ed anche Disturbi del Tono dell'Umore di Tipo Depressivo, si associno
a modificazioni neurobiologiche come quelle appena descritte e, ad ulteriore
conferma di ciò, vi è il fatto che gli psicofarmaci che
normalizzano la concentrazione di noradrenalina nel Locus Coeruleus, sono
gli stessi che curano il Disturbo da Panico e i Disturbi del Tono dell'Umore
di Tipo Depressivo.
E' giunto ora il momento di ritornare all'ipertesto
di partenza
(1) Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo
Caratteristiche Cliniche e Tecniche di Intervento (D. Déttare McGraw-Hill
p 75)
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