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Cenni Biografici
Luoghi ed Eventi Sigmund Freud nasce a Freiberg (Moravia), attuale Pribor, il 6 Maggio 1856; nel 1860 si trasferì con la sua famiglia a Vienna; il padre era un commerciante di lane. Iscritto alla facoltà di medicina dell'Università di Vienna nel 1873, si laureò in Medicina il 31 Marzo del 1881; in seguito collaborò nel laboratorio di anatomia comparata di K.Kraus, nella stazione zoologica di Trieste e nell'istituto di fisiologia diretto da E.W. von Brüke, dove incontrò J.Breuer. Dal giugno del 1882 iniziò ad esercitare la libera professione, e dal 1882 fino al 1885 ebbe incarichi nei reparti di psichiatria e delle malattie nervose dell'Ospedale Generale di Vienna; nel 1885 divenne libero docente in neuropatologia. Dall'Ottobre del 1885 al febbraio del 1886 fu all'Ospedale La Salpêtrière, dove seguì un corso di lezione di J.M.Charcot. Il 13 Settembre 1886 sposò Marta Bernays (1861-1951): dalla unione nacquero 6 figli; Anna, l'ultima in ordine di nascita, seguì le orme del padre dedicandosi a sua volta alla psicoanalisi. A partire dal 1891 si trasferì nell'appartamento di Bergasse 19, dove rimase fino al 1938. Nel 1923 gli fu scoperta un tumore maligno alla bocca che lo costrinse ad alcuni interventi chirurgici e gli causò non poche sofferenze. Sempre nel 1938, preferì emigrare a Londra, dopo che Hitler aveva annesso l'Austria alla Germania; in precedenza, il 10 maggio del 1933, i suoi libri erano stati bruciati in pubblico. La morte lo colse a Londra solo un 1 anno dopo, il 23 Settembre del 1939, all'età di 83 anni.
Attività Professionale, di Studio e di Ricerca Freud visse a Vienna fino al trasferimento a Londra nel 1938 e già dal 1886 iniziò l'attività specialistica privata. Come già accennato, dopo la laurea in Medicina del 1881, conseguì la qualifica di libero docente nel 1885 e, grazie ad una borsa di studio, poté partecipare ai corsi di J.M. Charcot alla Salpètrière a Parigi. Di fondamentale importanza fu l'incontro con J.Breuer, da cui nacque un'amicizia e una collaborazione scientifica che si protrasse dal 1880 fino al 1895, e col quale pubblicò "Studi sull'Isteria" (1895). Secondo Breuer, nel sistema nervoso centrale era presente una energia psichica. che poteva essere soggetta a degli "accumuli", causati da dei presunti "blocchi" nel deflusso dell'energia medesima. Tali accumuli tendevano poi a trasformarsi e a produrre il sintomo isterico (la conversione). Egli ritenne che fosse possibile curare tali disturbi, con il cosiddetto "metodo catartico", secondo il quale la o il paziente potevano guarire dal sintomo, riuscendo a liberarsi di quell'accumulo energetico che ne era alla base(l'abreazione). Freud stesso ricorda nell'opera "Autobiografia" (1924) come la collaborazione con Breuer gli suggerì la possibilità di ricorrere all'ipnosi non solo come metodo curativo, ma anche come strumento per indagare le cause e i significati più profondi dei sintomi isterici. Quando però Freud si convinse che la sessualità aveva, a suo avviso, un ruolo centrale nel provocare l'isteria, incontrò una opposizione in Breuer stesso, che non condivise tale interpretazione; ne conseguì un distanziamento teorico tra i due, che fu seguito da un progressivo venir meno sia del rapporto di collaborazione sia del rapporto di amicizia Anche grazie alla collaborazione con Breuer, Freud si convinse che nella psiche erano presenti parti non coscienti che i pazienti difficilmente riuscivano a ricordare; queste "rimozioni" erano particolarmente impegnative sotto il profilo terapeutico, nel senso che i pazienti stessi facevano una fatica enorme a rielaborare tali tematiche e farle riemergere a livello conscio (le resistenze). Freud si rese conto che l'ipnosi era un metodo di cura che solo in alcune occasioni riusciva a superare le resistenze dei pazienti; egli comprese allora che era di fondamentale importanza elaborare nuovi strumenti terapeutici. Li individuò nel metodo delle libere associazioni e nell'analisi del transfert, creando così un rapporto analitico con un coinvolgimento più attivo e significativo da parte del paziente. In un primo momento Freud suppose che un "trauma sessuale" infantile fosse alla base dei sintomi nevrotici, dato che alcuni suoi pazienti avevano riportato storie di seduzione sessuale, nell'ambito della famiglia di origine; ben presto si rese conto che tale interpretazione era parziale, dato che in tanti altri casi vi erano sintomi, anche gravi, che non erano correlabili a eventuali traumi di quel tipo. Nel tentativo di districarsi in una materia tanto affascinante quanto complessa, Freud si dedicò con notevole impegno alla propria autoanalisi, come lui stesso ci ricorda ne "Le origini della psicoanalisi" e si legge nelle "Lettere a Fliess" 1887-1902. Uno dei frutti preziosi di questo percorso impegnativo è senz'altro da individuare ne "L'interpretazione dei sogni" 1899, l'opera fondamentale di Freud, che si può dire "contrassegna" la "nascita" della psicoanalisi. La psicoanalisi freudiana non si limitò al contesto psicopatologico, ma diede un contributo fondamentale ad una nuova visione dell'essere umano e della sua dimensione culturale ed esistenziale; era possibile scorgere motivazioni più profonde e complesse in ogni atto cosciente, dalla semplice vita quotidiana fino ad arrivare alle più alte manifestazioni creative dell'intelletto e dello spirito umano, come la scienza, la filosofia e le diverse espressioni artistiche. Ciò condusse Freud ad esplorare, nella sua ricerca e nelle sue opere, non solo il contesto strettamente clinico e psicopatologico, ma anche psicologico e sociale in senso lato. E spesso tra queste tendenze psichiche diverse vi erano conflitti dolorosi che si riflettevano non solo nella psiche individuale ma anche nel contesto sociale di appartenenza, come Freud evidenzia nell'Opera "Introduzione alla Psicoanalisi" 1915-17 e 1932 Così il contributo di Freud si inscriveva su quello di altri autori che, da angolazioni diverse, avevano finito con il mettere radicalmente in discussione, le "certezze" del positivismo sul potere della coscienza e della volontà umana (come fece, ad es.anche Nietsche, di cui lo stesso Freud fu attento lettore; altro punto di riferimento filosofico centrale fu, per lui, Schopenauer). Così oltre ad Opere più legate alla sfera clinica: ad es. "Tre saggi sulla teoria sessuale" 1905; "Casi Clinici" (pubblicati nel 1932), Freud scrisse Opere più legate alla realtà quotidiana ed esistenziale dell'essere umano, come "Psicopatologia della vota quotidiana" 1901; il "Motto di Spirito" 1905; "Totem e Tabù" 1912-13. Questo duplice e fascinoso percorso attraverso la dimensione psicopatologica e culturale-spirituale dell'essere umano, permise a Freud di delineare una visione unitaria e ben articolata della psiche umana, con la quale potè puntualizzare alcuni fondamentali concetti psicoanalitici, vere e proprie pietre miliari del pensiero del '900 e del pensiero contemporaneo; tale visione trovò una significativa espressione nell'Opera "Metapsicologia" 1915-17. Ormai la psicoanalisi aveva superato l'isolamento e le perplessità iniziali, e cominciava ad avere consensi e adesioni significativi sia nel vecchio che nel nuovo continente. A partire dal 1920, Freud ha 66 anni, ed ormai ha eretto le colonne portanti del suo pensiero; le Opere che seguono, sono approfondimenti ulteriori, precisazioni e revisioni di concetti già ampiamente meditati e delineati; tra le più significative ricordiamo:
Freud e i Riconoscimenti alla sua Opera Nel 1902 alcuni colleghi mostrarono interesse per l'attività e le prime pubblicazioni di Freud; cominciarono così a incontrarsi periodicamente nella di lui abitazione, costituendo la cosiddetta "Società Psicoanalitica del Mercoledì". Nel 1909 si recò negli Usa alla Clark University, dove tenne un ciclo di lezioni sulla psicoanalisi e fu insignito della Laurea honoris causa. Nel 1930 ricevette il prestigioso premio Goethe Freud e l'Incontro con alcune Figure Significative Oltre a J.Breuer di cui si è già accennato, Freud conobbe altre persone che si rivelarono significative: Wilhelm Fliess, un'amicizia nutrita da un'intensa corrispondenza, che si protrassero fino al 1902. Carl Gustav Jung, il giovane allievo che, in un prima fase, aveva aderito alla psicoanalisi, e poi aveva cominciato a sviluppare nuove e personali prospettive teorico-cliniche; esse irritarono e delusero a tal punto Freud, da portarlo ad una rottura definitiva; nelle corrispondenza tra Freud e Jung, oltre al confronto sul piano "scientifico", emerge chiaramente il drammatico succedersi degli eventi che condussero a questa frattura definitiva. Albert Einstein; la Società delle Nazioni, nel 1930, promosse una corrispondenza tra Freud e il fisico Einstein, che poi fu pubblicata nel 1933 col titolo "Perché la guerra?"; tradotta nelle principali lingue europee, fu vietata in Germania.
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