L'Inconscio
secondo Bolwby e la Teoria dell'Attaccamento
D Quali sono le basi teoriche del
pensiero di J.Bolwby?
R Esso si fonda sulla cosiddetta Teoria
dell’Attaccamento che l’autore sviluppò
prendendo decisamente le distanze dal modello pulsionale della
psicoanalisi freudiana.
Secondo Freud, infatti,
il bambino ricercava il contatto materno e umano
secondariamente ai suoi bisogni pulsionali di scarica della libido e di
nutrizione.
Per Bolwby, (1969-1988) il bambino ricerca il contatto manterno e umano
perché ciò è intrinseco all sua
natura; egli, in modo innato e quindi primario
e non secondario, è portato a ricercare attivamente la vicinanza
delle figure
genitoriali, il loro contatto, affetto, protezione e confronto. Tale ricerca
delle
Figure di Attaccamento è innata, nel senso che si può parlare della
esistenza
di un vero e proprio Sistema dell’Attaccamento, facente parte dei Sistemi
Motivazionali.
Alcune riflessioni sul Sistema di Attaccamento:
- il Sistema dell’Attaccamento è finalizzato a mantenere l’omeostasi
dell’organismo, come anche gli altri Sistemi Motivazionali
- ogni Sistema Motivazionale si attiva in contesti ambientali
che sono percepiti come minaccia per la propria integrità psicofisica;
nel caso del Sistema di Attaccamento, di fronte ad un
potenziale pericolo,
si innesca una Angoscia di Separazione e si attivano
comportamenti specifici articolati (goal-corrected
behaviours, Bowlby, 1969)
- essi sono finalizzati a richiamare
’l’attenzione e la
presenza
di una FdA (= Figura di attaccamento)
- nel bambino piccolo, ad es., si sono osservati 3 tipi di comportamento:
1) comportamenti segnale: vocalizzazioni o sorrisi
2) comportamenti avversivi: gridare o piangere
3) comportamenti attivi: seguire o avvicinarsi (Belsky e Cassidy, 1994).
- recuperata la vicinanaza della Fda, il Sistema di Attaccamento
si disattiva ed entrano in gioco altri Sistemi Motivazionali, come, ad es., il
Sistema della Esplorazione.
D Quali furono i riferimenti teorici principali di
J.Bolwby?
R La Teoria dei Sistemi di Controllo di Craik (1943), da cui Bolwby acquisì
il concetto
di comportamenti finalisticamente orientati e le Teorie Cognitiviste
sui modelli modulari
del comportamento umano regolato da sistemi a feedback
(Miller, Galanter e Pribram, 1960).
Bolwby, pur formatosi come psicoanalista, con la graduale elaborazione della
Teoria dell’Attacamento si “trasformò” in un ricercatore
e in uno
studioso del comportamento e prese progressivamente le distanze dal mondo
psicoanalitico classico.
Bolwby mise radicalmente in
discussione la Teoria Pulsionale;
per lui, ad es.,
i minori che presentavano vissuti di rabbia e tendenze
aggressive nei
riguardi della figura materna e/o di altre figure, avevano
effettivamente subito
delusioni e sperimentato frustrazioni nella relazione con tali figure di
riferimento.
Si trattava di eventi “oggettivi”
realmente accaduti.
Tali vissuti non scaturivano dal mondo “soggettivo” e intrapsichico
del
bambino, nè dall’influenza della Pulsione di Morte e della Angoscia
Persecutoria.
Non entravano in gioco Fantasie Inconsce, né meccanismi difensivi di Proiezione
ed Identificazione Proiettiva, ma la realtà “nuda “e “cruda” con tutto
il suo peso e la sua rilevanza.
Su queste tematiche entrò in conflitto con M.Klein che per un periodo fu il suo
Supervisore.
Con la messa in discussione della Teoria Pulsional
e anche i concetti di
Rimozione e di Inconscio Rimosso furono
fortemente ridimensionati nel pensiero e
nell’opera di Bolwby
D In che
consiste l’Inconscio per Bolwby e per la Teoria dell’Attaccamento?
R Bolwby giunse alla rielaborazione di un concetto fondamentale,
il “Modello Operativo Interno”;
in
precedenza, Craik lo aveva descritto come segue:
"Se
l'organismo porta in sé un modello su scala ridotta
delle realtà esterna e delle proprie possibili azioni,
sarà in grado di sperimentare varie alternative,
individuare la migliore, reagire a situazioni future
prima che si verifichino, utilizzare la conoscenza
di eventi passati per affrontare il presente e il futuro
e, in generale, reagire in modo più completo,
sicuro e competente agli imprevisti che
si trova ad affrontare (1943, p.61)"
Il Modello Operativo Interno
(MOI) o Internal Working
Models,
consiste in una Rappresentazione Mentale:
a) di Sé e delle Figure di Attaccamento
b) delle Modalità di Interazione e di
Relazione di Sé con l’Altro
c) delle Previsioni su come l’Altro
possa essere accogliente
e disponibile, reagire in
determinate situazioni, sul suo mondo
e le sue aspettative, suoi stili di vita e di comportamento
d) del livello di Accettazione / Non Accettazione
da parte delle Figure di Attaccamento stesse
e) dei contesti spaziali, temporali, causali e fenomenici del mondo esterno
I MOI:
- cominciano a formarsi già a partire dalla prima infanzia
- si stratificano e si rafforzano
nell’età evolutiva,
fino a divenire parte integrante della personalità
- hanno la caratteristica di essere inconsci, sebbene,
in un contesto psicoterapeutico possano essere, almeno in parte, inferiti
e rielaborati.
- nell’adulto, si plasmano in un complesso articolato
di modelli gerarchicamente strutturati, orientati ai diversi aspetti
della realtà e del mondo; essi costituiscono una sorta di
“repertorio”
di modalità comportamentali, a disposizione per le situazioni
più varie e più differenti.
In definitiva, Bolwby ha dedicato particolare attenzione
all’Inconscio inteso come Modelli Operativi Interni e ad un approfondimento
della lora natura.
In proposito è bene sottolineare che tali Modelli Operativi Interni
presentano
dei correlati biologici fondamentali costituiti da reti e circuiti neuronali.
D Che differenza
c’è tra i MOI e le RIG
(=Rappresentazioni Interne Generalizzate) di Daniel Stern?
R Dai singoli MOI, che si originano a partire da specifiche Figure di
di
Attaccamento, la psiche e le reti neuronali elaborano delle Rappresentazioni
Interne Genralizzate (Stern 1985); ad es. dalle Figure di Attaccamento
Femminili di un adolescente, come la madre, la sorella, la zia, la cugina
ecc., si attiverà un processo
inconscio e implicito di astrazione
e di rappresentazione generale sul comportamento delle donne,
e le aspettative di diverso tipo nei loro riguardi.
A loro volta, le RIG contribuiscono a rimodificare i MOI stessi,
attraverso uno scambio continuo di informazioni ed inferenze.
D In che consiste la Strange Situation?
R In tale contesto è possibile osservare 4 pattern principali
di comportamento, attraverso cui si codifica il tipo
di Attaccamento del bambino al genitore:
1) Schema di Attaccamento
Sicuro
- il primo schema è quello
dell’attaccamento
sicuro in cui l’individuo ha fiducia nella disponibilità,
nella comprensione e
nell’aiuto che il genitore
(o la figura parentale) gli darà in caso di situazioni
avverse o terrorizzanti
- all’interno di questa
sicurezza, egli si sente
ardito nell’esplorare il mondo
- questo schema viene
promosso da un genitore,
nei primi anni specialmente dalla madre,
che sia facilmente
disponibile, sensibile
ai segnali del bambino, e amorosamente pronta a rispondere
quando il bambino cerca da
lei protezione e/o conforto.
- un secondo schema è
quello dell’attaccamento di resistenza angosciosa
in cui l’individuo non ha
la certezza che il genitore sia disponibile o pronto a rispondere
o a dare aiuto se chiamato
in causa
- a causa di questa
incertezza il bambino è sempre incline:
a) all’angoscia di
separazione
b) tende ad aggrapparsi
c) l’esplorazione del
mondo gli crea ansietà
- questo schema, in cui il
conflitto è evidente, viene promosso
da un genitore che in alcune occasioni,
ma non in altre, è
disponibile e soccorrevole
- ma viene favorito anche
dalle separazioni e, come mostrano
le evidenze cliniche, da minacce
di abbandono usate come
mezzo di controllo
3) Schema di Attaccamento
di Evitamento Angoscioso
- un terzo schema di
attaccamento è quello dell’evitamento
angoscioso cui l’individuo
non possiede la fiducia
che, quando ricercherà delle cure
gli si risponderà soccorrevolmente
- ma, al contrario, si
aspetta di essere rifiutato seccamente
- quando un tale individuo
tenta, in grado marcato,
di vivere la propria vita emotiva
senza l’amore e il
sostegno degli altri, egli cerca
di diventare autosufficiente sul piano emotivo
- può venire in seguito
diagnosticato come narcisista
o come persona con un un falso sé, del tipo
descritto da Winnicott
(1960)
- questo schema, in cui il
conflitto è più nascosto, è il risultato di una madre
che respingeva recisamente
e costantemente il figlio quando egli le si avvicinava
per cercare conforto o
protezione
- i casi più gravi sono il
risultato di rifiuti ripetuti.
4) Schema di Attaccamento
Disorganizzato
- nel corso della procedura
di valutazione utilizzata
in questi studi, in cui il bimbo e la madre
vengono osservati mentre
interagiscono in una
serie di brevi episodi, certi bambini sono apparsi
disorientati e/o
disorganizzati:
a) un bimbo sembra
stupefatto
b) un altro si gela,
immobile
c) un terzo si impegna in
qualche stereotipia
d) un quarto inizia un
movimento poi si ferma inspiegabilmente.
Alcune manifestazioni di
questo tiposono osservabili in bambini:
- che sono stati maltrattati fisicamente e/o fortemente
trascurati dal genitore (Crittenden, 1985)
- la cui madre, affetta da una grave forma maniaco-depressiva
bipolare, tratta il bambino in modo imprevedibile
e bizzarro (Radke-Yarrow et al., 1985)
- le cui madri sono ancora immerse nel lutto
per una figura parentale morta durante la loro infanzia
- le cui madri subirono maltrattamenti fisici o abusi sessuali da bambine
Liotti, nel suo libro le
Opere della Coscienza Raffaello
Cortina Editore, ha sintetizzato brillantemente tali
schemi di Attaccamento e li
ha correlati
ai MOI (=Modelli Operativi Interni) corrispondenti:
Pattern di
attaccamento del bambino, modelli operativi interni (MOI) e
atteggiamenti delle figure di attaccamento
(fonte le Opere della Coscienza Liotti Raffaello Cortina Editore)
|
Atteggiamento della FdA
(Adult attachment Interview o AAI) |
Variabili del Bambino
|
|
|
|
|
Pattern(Strange Situation o SS)
|
MOI (Inferito da AAI: |
|
|
ORGANIZZAZIONE
|
|
|
|
|
discorso coerente durante la
descrizione di esperienze di attaccamento |
Sicuro: |
valutazione positiva dele |
|
|
idealizza i genitori
in contraddizione con ricordi di episodi negativi |
Evitante Angoscioso: |
valutazione negativa delle emozioni |
|
|
valutazione ambivalente delle
esperienze di attaccamento |
Resistente Angosioso: |
valutazione ambivalente delle emozioni |
|
|
DISORGANIZZAZIONE |
|
|
|
|
(spaventato, incute paura), |
nella SS il comportamento è
disorganizzato: risposte multiple in rapida sequenza, fra loro
incompatibili, alla separazione e alla riunione |
Attribuzioni di significato
drammatiche, |
|
|
|
|
|
|
D Esistono
Schemi di Attaccamento anche nell’Età Adulta?
R
Si,
essi, detti anche "Configurazioni" sono:
Configurazioni
di tipo B (sicuri/autonomi)
- i soggetti sicuri/autonomi hanno sperimentato nell’età
evolutiva accoglienza e protezione, e condivisione emotiva
che gli hanno permesso di costruire una base sicura
- essi riconoscono il proprio bisogno degli altri e la propria autonomia
- di fronte alla separazione sono in grado di gestire le emozioni negative
- hanno la fiducia di trovare nuovi
rapporti gratificanti.
Configurazioni di tipo C
(invischiate/preoccupate)
- i soggetti invischiati/preoccupati
hanno sperimentato nell’età evolutiva
l’imprevedibilità e l’incostanza delle figure di riferimento
- condizionati dalle loro esperienze infantili:
a) o possono manifestare forte ansia nelle relazioni intime, con paura
di essere abbandonati e forti spinte al controllo, alla possessività e
alla gelosia
b) o sviluppano atteggiamenti e compiacenza
e di dipendenza
c) tendono a controllare l’altro con la rabbia
e) tendono mantenere viva
l’attenzione anche quando non ne hanno bisogno,
alternando comportamenti aggressivi a comportamenti di richiesta
di contatto e consolazione.
f) hanno difficoltà a creare un
identità autonoma, a separare
il passato dal presente, ad integrare sentimenti negativi e positivi.
g) hanno bisogno dell’altro per
regolare le proprie emozioni
e mantenere un senso di sè stabile, per questo vivono la
eparazione con ansia estrema
Configurazioni di tipo A
(distanzianti)
- i soggetti distanzianti hanno
sperimentato:
a) una figura genitoriale rifiutante rispetto alle loro richieste di
conforto
b) una figura genitorialeche non è stato in grado di esprimere empatia
e ha accuditoil bambino solo
nei bisogni pratici
c) una figura genitoriale a disagio di fronte all’intimità e al contatto
emotivo
- da bambini hanno percepito la distanza come l’unica modalità
efficace per relazionarsi
all’altro
- le persone distanzianti:
a) affermano la propria indipendenza e la loro forza
b) sono orientati al compito e cercano di fare tutto da soli
c) hanno difficoltà a chiedere aiuto
d) presentano per un buono sviluppo cognitivo, la sfera emotiva
e, in specie, una rabbia congelata
e) mostrano un atteggiamento di distanza dalle relazioni intime
delle quali cercano di minimizzare l’importanza
f) possono sviluppare forti difficoltà a comunicare sul piano dei sentimenti
g) non tollerano la vicinanza emotiva
Configurazioni di tipo D
(irrisolte/disorganizzate):
- soggetti irrisolti/disorganizzati che da bambini:
a) sono stati esposti a gravi lutti
b) sono stati esposti a traumi sessuali
c) sono stati esposti a traumi fisici e/o morali
d) sono stati esposti a lutti non risolti nella vita dei
genitori (ad es. depressione della madre)
e) non sono in grado di regolare proprie emozioni,
che travolgono la loro capacità di organizzare un
comportamento coerente
f) possono reagire all’Angoscia di Separazione
e di Perdita con Acting-out Auto- ede Eterolesionistici
D Che correlazioni ci sono tra gli Stili di Attaccamento e
la psicopatologia?
R E’ stato constatato che negli Adulti:
- con la Configurazione A: è possibile osservare una maggiore
presenza, rispetto alla popolazione di controllo, di Abuso di Sostanze,
Disturbi di Personalità Paranoideo e/o Narcisistco,
Disturbi della Condotta Alimentare ad es. Anoressia
- con la Configurazione C: è possibile osservare una maggiore presenza,
rispetto alla popolazione di controllo di Distubi dell’Umore,
Disturbi di Personalità Borderline e Istrionico,
Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Distrubi d’Ansia, Somatizzazioni
- con la Configurazione D: Disturbi Dissociativi,
Psicotici, Condotte Autolesionistiche, Acting-out
D Che differenze principali ci sono tra il pensiero di Bolwby e
il pensiero di Kohut?
R Entrambi sottolineano l’importanza centrale che assume per lo sviluppo sano
il legame con una figura capace di offrire una rispondenza ed un
sostegno appropriati alla fase di sviluppo della persona:
1) K.: mette in rilievo le funzioni particolari dell’oggetto-sé
(rispecchiamento, idealizzazione, alter-ego); B.: si concentra sulla figura
materna.
2) K.: evidenzia come i legami con l’oggetto-sé determinino
la coesione del sé e l’equilibrio intrapsichico (attenzione maggiore
all’intrapsichico e alla soggettività). B.: valuta gli effetti
comportamentali
derivati dai primitivi legami di attaccamento. In particolare pone in relazione
i
comportamenti espressi e la sintomatologia psicopatologica (per es. ansia,
depressione, rabbia) con le diverse tipologie dell’attaccamento
(sicuro, insicuro evitante, insicuro resistente, disorganizzato)
3) A parere di entrambi bisogna utilizzare una tecnica psicoterapeutica
di tipo empatico (base sicura), ma per K. è importante la validità
soggettiva dei ricordi del pz. Per B. è opportuno allargare
l’anamnesi anche con elementi non riferiti dal pz., allo scopo
di cercare di capire come sono andate veramente le cose.
Inoltre c’è maggiore attenzione agli eventi traumatici reali
che il pz. può aver subito (separazioni, lutti, violenze,
minacce, pressioni psicologiche)
4) Secondo B. cinque compiti terapeutici fondamentali
che servono principalmente a far comprendere al pz. come
le sue modalità relazionali patologiche siano collegate ai primitivi
modellidi attaccamento e come si possano comporre
modalità diverse e più idonee (l’intervento terapeutico
appare per lo più di tipo cognitivo, pur se B.
pone l’accento l’importanza degli affetti).
Per K. è importante che l’analista funzioni da
oggetto sé in modo che il pz. possa essere
coinvolto in una esperienza emotiva profondamente
diversa rispetto all’infanzia. In questo modello non
è tanto importante che il pz. comprenda,
quanto che “viva” e sperimenti una relazione profondamente nuova.
Entrambi sottolineano l’importanza
centrale che assume
per lo sviluppo sano il legame con una figura capace di offrire una rispondenza
ed un sostegno appropriati alla fase di sviluppo della persona.
Come il legame di attaccamento è indispensabile
per la sopravvivenza dell’individuo, così l’oggetto s
é assicura la sopravvivenza psicologica del sé.
Differenze:
1) K.: mette in rilievo le funzioni particolari dell’oggetto-sé
(rispecchiamento,
idealizzazione, alter-ego); B.: si concentra sulla figura materna.
2) K.: evidenzia come i legami con l’oggetto-sé determinino la coesione
del sé e l’equilibrio intrapsichico (attenzione maggiore
all’intrapsichico
e alla soggettività). B.: valuta gli effetti comportamentali derivati dai
primitivi l
egami di attaccamento. In particolare pone in relazione i comportamenti
espressi e la sintomatologia psicopatologica (per es. ansia, depressione,
rabbia)
con le diverse tipologie dell’attaccamento (sicuro,
insicuro evitante, insicuro resistente, disorganizzato)
3) A parere di entrambi bisogna utilizzare una tecnica psicoterapeutica
di tipo empatico (base sicura), ma per K. è importante la validità
soggettiva dei ricordi del pz. Per B. è opportuno allargare l’anamnesi
anche con elementi non riferiti dal pz., allo scopo di cercare di capire
come sono andate veramente le cose. Inoltre c’è maggiore attenzione
agli eventi traumatici reali che il pz. può aver subito (separazioni,
lutti, violenze, minacce, pressioni psicologiche)
4) Secondo B. cinque compiti terapeutici fondamentali
che servono principalmente a far comprendere al pz.
come le sue modalità relazionali patologiche siano collegate
ai primitivi modelli di attaccamento e come si possano
comporre modalità diverse e più idonee (l’intervento terapeutico
appare per lo più di tipo cognitivo, pur se B. pone l’accento
l’importanza degli affetti). Per K.è importante che
l’analista funzioni da oggetto sé in modo che
il pz. possa essere coinvolto in una esperienza emotiva
profondamente diversa rispetto all’infanzia. In questo
modello non è tanto importante che il pz. comprenda,
quanto che “viva” e sperimenti una relazione profondamente nuova.
.
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L'Inconscio
secondo Bolwby e la Teoria dell'Attaccamento
D Quali sono le basi teoriche del
pensiero di J.Bolwby?
R Esso si fonda sulla cosiddetta Teoria
dell’Attaccamento che l’autore sviluppò prendendo decisamente le distanze
dal modello pulsionale della psicoanalisi freudiana.
Secondo Freud, infatti,
il bambino ricercava il contatto materno e umano secondariamente
ai suoi bisogni pulsionali di scarica della libido e di nutrizione.
Per Bolwby, (1969-1988) il bambino ricerca il contatto manterno e umano perché
ciò è intrinseco all sua natura;
egli, in modo innato e quindi primario
e non secondario, è portato a ricercare attivamente la vicinanza delle figure
genitoriali, il loro contatto, affetto, protezione e confronto. Tale ricerca
delle Figure di Attaccamento è innata, nel senso che si può parlare della
esistenza di un vero e proprio Sistema dell’Attaccamento, facente parte dei
Sistemi Motivazionali.
Alcune riflessioni sul Sistema di Attaccamento:
- il Sistema dell’Attaccamento è finalizzato a mantenere l’omeostasi
dell’organismo, come anche gli altri Sistemi Motivazionali
- ogni Sistema Motivazionale si attiva in contesti ambientali
che sono percepiti come minaccia per la propria integrità psicofisica;
nel caso del Sistema di Attaccamento, di fronte ad un
potenziale pericolo, si innesca una Angoscia di Separazione e si attivano
comportamenti specifici articolati (goal-corrected
behaviours, Bowlby, 1969)
- essi sono finalizzati a richiamare
’l’attenzione e la presenza di
una FdA (= Figura di attaccamento)
- nel bambino piccolo, ad es., si sono osservati 3 tipi di comportamento:
1) comportamenti segnale: vocalizzazioni o sorrisi
2) comportamenti avversivi: gridare o piangere
3) comportamenti attivi: seguire o avvicinarsi (Belsky e Cassidy, 1994).
- recuperata la vicinanaza della Fda, il Sistema di Attaccamento si disattiva ed
entrano in gioco altri Sistemi Motivazionali, come, ad es., il Sistema della
Esplorazione.
D Quali furono i riferimenti teorici principali di
J.Bolwby?
R La Teoria dei Sistemi di Controllo di Craik (1943), da cui Bolwby acquisì
il concetto di comportamenti finalisticamente orientati e le Teorie Cognitiviste
sui modelli modulari del comportamento umano regolato da sistemi a feedback
(Miller, Galanter e Pribram, 1960).
Bolwby, pur formatosi come psicoanalista, con la graduale elaborazione della
Teoria dell’Attacamento si “trasformò” in un ricercatore e in uno
studioso del comportamento e prese progressivamente le distanze dal mondo
psicoanalitico classico.
Bolwby mise radicalmente in
discussione la Teoria Pulsionale; per lui, ad es.,
i minori che presentavano vissuti di rabbia e tendenze aggressive nei
riguardi della figura materna e/o di altre figure, avevano effettivamente subito
delusioni e sperimentato frustrazioni nella relazione con tali figure di
riferimento.
Si trattava di eventi “oggettivi”
realmente accaduti.
Tali vissuti non scaturivano dal mondo “soggettivo” e intrapsichico del
bambino, nè dall’influenza della Pulsione di Morte e della Angoscia
Persecutoria.
Non entravano in gioco Fantasie Inconsce, né meccanismi difensivi di Proiezione
ed Identificazione Proiettiva, ma la realtà “nuda “e “cruda” con tutto
il suo peso e la sua rilevanza.
Su queste tematiche entrò in conflitto con M.Klein che per un periodo fu il suo
Supervisore.
Con la messa in discussione della Teoria Pulsionale anche i concetti di
Rimozione e di Inconscio Rimosso furono fortemente ridimensionati nel pensiero e
nell’opera di Bolwby
D In che
consiste l’Inconscio per Bolwby e per la Teoria dell’Attaccamento?
R Bolwby giunse alla rielaborazione di un concetto fondamentale, il “Modello
Operativo Interno”;
in precedenza, Craik lo aveva descritto come segue:
"Se l'organismo porta in sé un modello su scala ridotta delle realtà
esterna e delle proprie possibili azioni, sarà in grado di sperimentare varie
alternative, individuare la migliore, reagire a situazioni future prima che si
verifichino, utilizzare la conoscenza di eventi passati per affrontare il
presente e il futuro e, in generale, reagire in modo più completo, sicuro e
competente agli imprevisti che si trova ad affrontare (1943, p.61)"
Il Modello Operativo Interno (MOI) o Internal Working Models, consiste in
una Rappresentazione Mentale:
a) di Sé e delle Figure di Attaccamento
b) delle Modalità di Interazione e di Relazione
di Sé con l’Altro
c) delle Previsioni su come l’Altro
possa essere accogliente e disponibile, reagire
in determinate situazioni, sul suo mondo e le sue aspettative, suoi stili di
vita e di comportamento
d) del livello di Accettazione / Non Accettazione da parte delle Figure di
Attaccamento stesse
e) dei contesti spaziali, temporali, causali e fenomenici del mondo esterno
I MOI:
- cominciano a formarsi già a partire dalla prima infanzia
- si stratificano e si rafforzano
nell’età evolutiva, fino a divenire parte integrante della personalità
- hanno la caratteristica di essere inconsci, sebbene, in un contesto
psicoterapeutico possano essere, almeno in parte, inferiti e rielaborati.
- nell’adulto, si plasmano in un complesso articolato di modelli
gerarchicamente strutturati, orientati ai diversi aspetti della realtà e del
mondo; essi costituiscono una sorta di “repertorio” di modalità
comportamentali, a disposizione per le situazioni
più varie e più differenti.
In definitiva, Bolwby ha dedicato particolare attenzione all’Inconscio
inteso come Modelli Operativi Interni e ad un approfondimento della lora natura.
In proposito è bene sottolineare che tali Modelli Operativi Interni presentano
dei correlati biologici fondamentali costituiti da reti e circuiti neuronali.
D Che differenza
c’è tra i MOI e le RIG (=Rappresentazioni Interne Generalizzate) di Daniel
Stern?
R Dai singoli MOI, che si originano a partire da specifiche Figure di di
Attaccamento, la psiche e le reti neuronali elaborano delle Rappresentazioni
Interne Genralizzate (Stern 1985); ad es. dalle Figure di Attaccamento Femminili
di un adolescente, come la madre, la sorella, la zia, la cugina ecc., si attiverà
un processo inconscio e implicito di astrazione e di rappresentazione
generale sul comportamento delle donne, e le aspettative di diverso tipo nei
loro riguardi.
A loro volta, le RIG contribuiscono a rimodificare i MOI stessi, attraverso uno
scambio continuo di informazioni ed inferenze.
D In che consiste la Strange Situation?
R In tale contesto è possibile osservare 4 pattern principali di
comportamento, attraverso cui si codifica il tipo di Attaccamento del bambino al
genitore:
1) Schema di Attaccamento Sicuro
- il primo
schema è quello dell’attaccamento sicuro in cui l’individuo ha fiducia
nella disponibilità,
nella
comprensione e nell’aiuto che il genitore (o la figura parentale) gli darà in
caso di situazioni avverse o terrorizzanti
-
all’interno di questa sicurezza, egli si sente ardito nell’esplorare il
mondo
- questo
schema viene promosso da un genitore, nei primi anni specialmente dalla madre,
che sia
facilmente disponibile, sensibile ai segnali del bambino, e amorosamente pronta
a rispondere
quando il
bambino cerca da lei protezione e/o conforto.
2) Schema di
Attaccamento di Resistenza Angosciosa
- un secondo
schema è quello dell’attaccamento di resistenza angosciosa
in cui
l’individuo non ha la certezza che il genitore sia disponibile o pronto a
rispondere
o a dare
aiuto se chiamato in causa
- a causa di
questa incertezza il bambino è sempre incline:
a)
all’angoscia di separazione
b) tende ad
aggrapparsi
c)
l’esplorazione del mondo gli crea ansietà
- questo
schema, in cui il conflitto è evidente, viene promosso da un genitore che in
alcune occasioni,
ma non in
altre, è disponibile e soccorrevole
- ma viene
favorito anche dalle separazioni e, come mostrano le evidenze cliniche, da
minacce
di abbandono
usate come mezzo di controllo
3) Schema di
Attaccamento di Evitamento Angoscioso
- un terzo
schema di attaccamento è quello dell’evitamento angoscioso cui l’individuo
non possiede
la fiducia che, quando ricercherà delle cure gli si risponderà
soccorrevolmente
- ma, al
contrario, si aspetta di essere rifiutato seccamente
- quando un
tale individuo tenta, in grado marcato, di vivere la propria vita emotiva
senza
l’amore e il sostegno degli altri, egli cerca di diventare autosufficiente sul
piano emotivo
- può venire
in seguito diagnosticato come narcisista o come persona con un un falso sé, del
tipo
descritto da
Winnicott (1960)
- questo
schema, in cui il conflitto è più nascosto, è il risultato di una madre
che
respingeva recisamente e costantemente il figlio quando egli le si avvicinava
per cercare
conforto o protezione
- i casi più
gravi sono il risultato di rifiuti ripetuti.
4) Schema di
Attaccamento Disorganizzato
- nel corso
della procedura di valutazione utilizzata in questi studi, in cui il bimbo e la
madre
vengono
osservati mentre interagiscono in una serie di brevi episodi, certi bambini sono
apparsi
disorientati
e/o disorganizzati:
a) un bimbo
sembra stupefatto
b) un altro
si gela, immobile
c) un terzo
si impegna in qualche stereotipia
d) un quarto
inizia un movimento poi si ferma inspiegabilmente.
Alcune
manifestazioni di questo tiposono osservabili in bambini:
- che sono stati maltrattati fisicamente e/o fortemente trascurati dal
genitore (Crittenden, 1985)
- la cui madre, affetta da una grave forma maniaco-depressiva bipolare, tratta
il bambino in modo imprevedibile e bizzarro (Radke-Yarrow et al., 1985)
- le cui madri sono ancora immerse nel lutto per una figura parentale morta
durante la loro infanzia
- le cui madri subirono maltrattamenti fisici o abusi sessuali da bambine
Liotti, nel
suo libro le Opere della Coscienza Raffaello Cortina Editore, ha sintetizzato
brillantemente tali
schemi di
Attaccamento e li ha correlati ai MOI (=Modelli Operativi Interni)
corrispondenti:
Pattern di
attaccamento del bambino, modelli operativi interni (MOI) e atteggiamenti delle
figure di attaccamento (fonte le Opere della Coscienza Liotti Raffaello Cortina
Editore)
|
Atteggiamento della FdA (Adult attachment Interview o AAI) |
Variabili del Bambino |
|
|
|
|
Pattern(Strange Situation o SS) |
MOI (Inferito da AAI: Intervsita
sull’Attaccamento dell’Adulto e SS) |
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ORGANIZZAZIONE |
|
|
|
|
discorso coerente durante la
descrizione di esperienze di attaccamento |
Sicuro: |
valutazione positiva dele emozioni di
attaccamento in sé e negli
altri |
|
|
idealizza i genitori
in contraddizione con ricordi di episodi negativi |
Evitante Angoscioso: |
valutazione negativa delle emozioni di
attaccamento in sé e negli
altri |
|
|
valutazione ambivalente delle
esperienze di attaccamento |
Resistente Angosioso: |
valutazione ambivalente delle emozioni
di attaccamento in sé e negli
altri |
|
|
DISORGANIZZAZIONE |
|
|
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(spaventato, incute paura), |
nella SS il comportamento è
disorganizzato: risposte multiple in rapida sequenza, fra loro
incompatibili, alla separazione e alla riunione |
Attribuzioni di significato
drammatiche, multiple e dissociate, alle emozioni di attaccamento in sé e
negli altri (salvatore, persecutore e vittima) |
|
|
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D Esistono
Schemi di Attaccamento anche nell’Età Adulta?
R Si, essi, detti anche "Configurazioni" sono:
Configurazioni di tipo B
(sicuri/autonomi)
- i soggetti sicuri/autonomi hanno sperimentato nell’età evolutiva
accoglienza e protezione, e condivisione emotiva che gli hanno permesso di
costruire una base sicura
- essi riconoscono il proprio bisogno degli altri e la propria autonomia
- di fronte alla separazione sono in grado di gestire le emozioni negative
- hanno la fiducia di trovare nuovi
rapporti gratificanti.
Configurazioni di tipo C (invischiate/preoccupate)
- i soggetti invischiati/preoccupati
hanno sperimentato nell’età evolutiva l’imprevedibilità
e l’incostanza delle figure di riferimento
- condizionati dalle loro esperienze infantili:
a) o possono manifestare forte ansia nelle relazioni intime, con paura di essere
abbandonati e forti spinte al controllo, alla possessività e alla gelosia
b) o sviluppano atteggiamenti e compiacenza
e di dipendenza
c) tendono a controllare l’altro con la rabbia
e) tendono mantenere viva
l’attenzione anche quando non ne hanno bisogno, alternando comportamenti
aggressivi a comportamenti di richiesta di contatto e consolazione.
f) hanno difficoltà a creare un
identità autonoma, a separare il passato dal presente, ad integrare sentimenti
negativi e positivi.
g) hanno bisogno dell’altro per
regolare le proprie emozioni e mantenere un senso di sè stabile, per questo
vivono la separazione con ansia estrema
Configurazioni di tipo A (distanzianti)
- i soggetti distanzianti hanno
sperimentato:
a) una figura genitoriale rifiutante rispetto alle loro richieste di
conforto
b) una figura genitorialeche non è stato in grado di esprimere empatia e ha
accuditoil bambino solo nei bisogni pratici
c) una figura genitoriale a disagio di fronte all’intimità e al contatto
emotivo
- da bambini hanno percepito la distanza come l’unica modalità
efficace per relazionarsi all’altro
- le persone distanzianti:
a) affermano la propria indipendenza e la loro forza
b) sono orientati al compito e cercano di fare tutto da soli
c) hanno difficoltà a chiedere aiuto
d) presentano per un buono sviluppo cognitivo, la sfera emotiva e, in specie,
una rabbia congelata
e) mostrano un atteggiamento di distanza dalle relazioni intime
delle quali cercano di minimizzare l’importanza
f) possono sviluppare forti difficoltà a comunicare sul piano dei sentimenti
g) non tollerano la vicinanza emotiva
Configurazioni di tipo D (irrisolte/disorganizzate):
- soggetti irrisolti/disorganizzati che da bambini:
a) sono stati esposti a gravi lutti
b) sono stati esposti a traumi sessuali
c) sono stati esposti a traumi fisici e/o morali
d) sono stati esposti a lutti non risolti nella vita dei genitori (ad es.
depressione della madre)
e) non sono in grado di regolare proprie emozioni, che travolgono la loro
capacità di organizzare un comportamento coerente
f) possono reagire all’Angoscia di Separazione e di Perdita con Acting-out
Auto- ede Eterolesionistici
D Che correlazioni ci sono tra gli
Stili di Attaccamento e la psicopatologia?
R E’ stato constatato che negli Adulti:
- con la Configurazione A: è possibile osservare una maggiore presenza,
rispetto alla popolazione di controllo, di Abuso di Sostanze, Disturbi di
Personalità Paranoideo e/o Narcisistco, Disturbi della Condotta Alimentare ad
es. Anoressia
- con la Configurazione C: è possibile osservare una maggiore presenza,
rispetto alla popolazione di controllo di Distubi dell’Umore, Disturbi di
Personalità Borderline e Istrionico, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Distrubi
d’Ansia, Somatizzazioni
- con la Configurazione D: Disturbi Dissociativi, Psicotici, Condotte
Autolesionistiche, Acting-out
D Che differenze
principali ci sono tra il pensiero di Bolwby e il pensiero di
Kohut?
R Entrambi sottolineano
l’importanza centrale che assume per lo sviluppo sano il legame con una figura
capace di offrire una rispondenza ed un sostegno appropriati alla fase di
sviluppo della persona:
1) K.: mette in rilievo le
funzioni particolari dell’oggetto-sé (rispecchiamento, idealizzazione,
alter-ego); B.: si concentra sulla figura materna.
2) K.: evidenzia come i legami con l’oggetto-sé determinino la coesione del sé
e l’equilibrio intrapsichico (attenzione maggiore all’intrapsichico e alla
soggettività). B.: valuta gli effetti comportamentali derivati dai primitivi
legami di attaccamento. In particolare pone in relazione i comportamenti
espressi e la sintomatologia psicopatologica (per es. ansia, depressione,
rabbia) con le diverse tipologie dell’attaccamento (sicuro, insicuro evitante,
insicuro resistente, disorganizzato)
3) A parere di entrambi bisogna utilizzare una tecnica psicoterapeutica di tipo
empatico (base sicura), ma per K. è importante la validità soggettiva dei
ricordi del pz. Per B. è opportuno allargare l’anamnesi anche con elementi
non riferiti dal pz., allo scopo di cercare di capire come sono andate veramente
le cose. Inoltre c’è maggiore attenzione agli eventi traumatici reali che il
pz. può aver subito (separazioni, lutti, violenze, minacce, pressioni
psicologiche)
4) Secondo B. cinque compiti terapeutici fondamentali che servono principalmente
a far comprendere al pz. come le sue modalità relazionali patologiche siano
collegate ai primitivi modellidi attaccamento e come si possano comporre modalità
diverse e più idonee (l’intervento terapeutico appare per lo più di tipo
cognitivo, pur se B. pone l’accento l’importanza degli affetti).
Per K. è importante che l’analista funzioni da oggetto sé in modo che il pz.
possa essere coinvolto in una esperienza emotiva profondamente diversa rispetto
all’infanzia. In questo modello non è tanto importante che il pz. comprenda,
quanto che “viva” e sperimenti una relazione profondamente nuova.
emotiva
profondamente diversa rispetto all’infanzia. In questo modello non è tanto
importante che il pz. comprenda, quanto che “viva” e sperimenti una
relazione profondamente nuova.
emotiva
profondamente diversa rispetto all’infanzia. In questo modello non è tanto
importante che il pz. comprenda, quanto che “viva” e sperimenti una
relazione profondamente nuova.
importante
che l’analista funzioni da oggetto sé in modo che il pz. possa essere
coinvolto in una esperienza emotiva profondamente diversa rispetto
all’infanzia. In questo modello non è tanto importante che il pz. comprenda,
quanto che “viva” e sperimenti una relazione profondamente nuova.
importante
che l’analista funzioni da oggetto sé in modo che il pz. possa essere
coinvolto in una esperienza emotiva profondamente diversa rispetto
all’infanzia. In questo modello non è tanto importante che il pz. comprenda,
quanto che “viva” e sperimenti una relazione profondamente nuova.
4)
Secondo B. cinque compiti terapeutici fondamentali che servono principalmente a
far comprendere al pz. come le sue modalità relazionali patologiche siano
collegate ai primitivi modelli di attaccamento e come si possano comporre
modalità diverse e più idonee (l’intervento terapeutico appare per lo più
di tipo cognitivo, pur se B. pone l’accento l’importanza degli affetti). Per
K.è importante che l’analista funzioni da oggetto sé in modo che il pz.
possa essere coinvolto in una esperienza emotiva profondamente diversa rispetto
all’infanzia. In questo modello non è tanto importante che il pz. comprenda,
quanto che “viva” e sperimenti una relazione profondamente nuova.
Entrambi sottolineano l’importanza centrale che assume per lo sviluppo
sano il legame con una figura capace di offrire una rispondenza ed un sostegno
appropriati alla fase di sviluppo della persona.
Come il legame di attaccamento è indispensabile per la sopravvivenza
dell’individuo, così l’oggetto sé assicura la sopravvivenza psicologica
del sé.
Differenze:
1)
K.: mette in rilievo le funzioni particolari dell’oggetto-sé
(rispecchiamento, idealizzazione, alter-ego); B.: si concentra sulla figura
materna.
2) K.: evidenzia come i legami con l’oggetto-sé determinino la coesione del sé
e l’equilibrio intrapsichico (attenzione maggiore all’intrapsichico e alla
soggettività). B.: valuta gli effetti comportamentali derivati dai primitivi
legami di attaccamento. In particolare pone in relazione i comportamenti
espressi e la sintomatologia psicopatologica (per es. ansia, depressione,
rabbia) con le diverse tipologie dell’attaccamento (sicuro, insicuro evitante,
insicuro resistente, disorganizzato)
3) A parere di entrambi bisogna utilizzare una tecnica psicoterapeutica di tipo
empatico (base sicura), ma per K. è importante la validità soggettiva dei
ricordi del pz. Per B. è opportuno allargare l’anamnesi anche con elementi
non riferiti dal pz., allo scopo di cercare di capire come sono andate veramente
le cose. Inoltre c’è maggiore attenzione agli eventi traumatici reali che il
pz. può aver subito (separazioni, lutti, violenze, minacce, pressioni
psicologiche)
4) Secondo B. cinque compiti terapeutici fondamentali che servono principalmente
a far comprendere al pz. come le sue modalità relazionali patologiche siano
collegate ai primitivi modelli di attaccamento e come si possano comporre
modalità diverse e più idonee (l’intervento terapeutico appare per lo più
di tipo cognitivo, pur se B. pone l’accento l’importanza degli affetti). Per
K.è importante che l’analista funzioni da oggetto sé in modo che il pz.
possa essere coinvolto in una esperienza emotiva profondamente diversa rispetto
all’infanzia. In questo modello non è tanto importante che il pz. comprenda,
quanto che “viva” e sperimenti una relazione profondamente nuova.
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Liotti, nel
suo libro le Opere della Coscienza Raffaello Cortina Editore, ha sintetizzato
brillantemente tali
schemi di
Attaccamento e li ha correlati ai MOI (=Modelli Operativi Interni)
corrispondenti:
Pattern di
attaccamento del bambino, modelli operativi interni (MOI) e atteggiamenti delle
figure di attaccamento (fonte le Opere della Coscienza Liotti Raffaello Cortina
Editore)
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Atteggiamento della FdA (Adult attachment Interview o AAI) |
Variabili del Bambino |
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Pattern(Strange Situation o SS) |
MOI (Inferito da AAI: Intervsita sull’Attaccamento dell’Adulto e SS) |
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ORGANIZZAZIONE |
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discorso coerente durante la descrizione di esperienze di attaccamento |
Sicuro: |
valutazione positiva dele emozioni di attaccamento in sé
e negli altri |
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idealizza i genitori in
contraddizione con ricordi di episodi negativi |
Evitante Angoscioso: |
valutazione negativa delle emozioni di attaccamento in sé
e negli altri |
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valutazione ambivalente delle esperienze di attaccamento |
Resistente Angosioso: |
valutazione ambivalente delle emozioni di attaccamento in sé
e negli altri |
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DISORGANIZZAZIONE |
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(spaventato, incute paura), |
nella SS il comportamento è disorganizzato: risposte multiple in rapida
sequenza, fra loro incompatibili, alla separazione e alla riunione |
Attribuzioni di significato drammatiche, multiple e dissociate, alle
emozioni di attaccamento in sé e negli altri (salvatore, persecutore e
vittima) |
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D Esistono
Schemi di Attaccamento anche nell’Età Adulta?
R Si, essi, detti anche "Configurazioni" sono:
Configurazioni di tipo B
(sicuri/autonomi)
- i soggetti sicuri/autonomi hanno sperimentato nell’età evolutiva
accoglienza e protezione, e condivisione emotiva che gli hanno permesso di
costruire una base sicura
- essi riconoscono il proprio bisogno degli altri e la propria autonomia
- di fronte alla separazione sono in grado di gestire le emozioni negative
- hanno la fiducia di trovare nuovi
rapporti gratificanti.
Configurazioni di tipo C (invischiate/preoccupate)
- i soggetti invischiati/preoccupati
hanno sperimentato nell’età evolutiva l’imprevedibilità
e l’incostanza delle figure di riferimento
- condizionati dalle loro esperienze infantili:
a) o possono manifestare forte ansia nelle relazioni intime, con paura di essere
abbandonati e forti spinte al controllo, alla possessività e alla gelosia
b) o sviluppano atteggiamenti e compiacenza
e di dipendenza
c) tendono a controllare l’altro con la rabbia
e) tendono mantenere viva
l’attenzione anche quando non ne hanno bisogno, alternando comportamenti
aggressivi a comportamenti di richiesta di contatto e consolazione.
f) hanno difficoltà a creare un
identità autonoma, a separare il passato dal presente, ad integrare sentimenti
negativi e positivi.
g) hanno bisogno dell’altro per
regolare le proprie emozioni e mantenere un senso di sè stabile, per questo
vivono la separazione con ansia estrema
Configurazioni di tipo A (distanzianti)
- i soggetti distanzianti hanno
sperimentato:
a) una figura genitoriale rifiutante rispetto alle loro richieste di
conforto
b) una figura genitorialeche non è stato in grado di esprimere empatia e ha
accuditoil bambino solo nei bisogni pratici
c) una figura genitoriale a disagio di fronte all’intimità e al contatto
emotivo
- da bambini hanno percepito la distanza come l’unica modalità
efficace per relazionarsi all’altro
- le persone distanzianti:
a) affermano la propria indipendenza e la loro forza
b) sono orientati al compito e cercano di fare tutto da soli
c) hanno difficoltà a chiedere aiuto
d) presentano per un buono sviluppo cognitivo, la sfera emotiva e, in specie,
una rabbia congelata
e) mostrano un atteggiamento di distanza dalle relazioni intime delle
quali cercano di minimizzare l’importanza
f) possono sviluppare forti difficoltà a comunicare sul piano dei sentimenti
g) non tollerano la vicinanza emotiva
Configurazioni di tipo D (irrisolte/disorganizzate):
- soggetti irrisolti/disorganizzati che da bambini:
a) sono stati esposti a gravi lutti
b) sono stati esposti a traumi sessuali
c) sono stati esposti a traumi fisici e/o morali
d) sono stati esposti a lutti non risolti nella vita dei genitori (ad es.
depressione della madre)
e) non sono in grado di regolare proprie emozioni, che travolgono la loro
capacità di organizzare un comportamento coerente
f) possono reagire all’Angoscia di Separazione e di Perdita con Acting-out
Auto- ede Eterolesionistici
D Che correlazioni ci sono tra gli Stili di
Attaccamento e la psicopatologia?
R E’ stato constatato che negli Adulti:
- con la Configurazione A: è possibile osservare una maggiore presenza,
rispetto alla popolazione di controllo, di Abuso di Sostanze, Disturbi di
Personalità Paranoideo e/o Narcisistco, Disturbi della Condotta Alimentare ad
es. Anoressia
- con la Configurazione C: è possibile osservare una maggiore presenza,
rispetto alla popolazione di controllo di Distubi dell’Umore, Disturbi di
Personalità Borderline e Istrionico, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Distrubi
d’Ansia, Somatizzazioni
- con la Configurazione D: Disturbi Dissociativi, Psicotici, Condotte
Autolesionistiche, Acting-out
D Che differenze principali ci sono tra il pensiero di
Bolwby e il pensiero di Kohut?
R Entrambi sottolineano
l’importanza centrale che assume per lo sviluppo sano il legame con una figura
capace di offrire una rispondenza ed un sostegno appropriati alla fase di
sviluppo della persona:
1) K.: mette in rilievo le
funzioni particolari dell’oggetto-sé (rispecchiamento, idealizzazione,
alter-ego); B.: si concentra sulla figura materna.
2) K.: evidenzia come i legami con l’oggetto-sé determinino la coesione del sé
e l’equilibrio intrapsichico (attenzione maggiore all’intrapsichico e alla
soggettività). B.: valuta gli effetti comportamentali derivati dai primitivi
legami di attaccamento. In particolare pone in relazione i comportamenti
espressi e la sintomatologia psicopatologica (per es. ansia, depressione,
rabbia) con le diverse tipologie dell’attaccamento (sicuro, insicuro evitante,
insicuro resistente, disorganizzato)
3) A parere di entrambi bisogna utilizzare una tecnica psicoterapeutica di tipo
empatico (base sicura), ma per K. è importante la validità soggettiva dei
ricordi del pz. Per B. è opportuno allargare l’anamnesi anche con elementi
non riferiti dal pz., allo scopo di cercare di capire come sono andate veramente
le cose. Inoltre c’è maggiore attenzione agli eventi traumatici reali che il
pz. può aver subito (separazioni, lutti, violenze, minacce, pressioni
psicologiche)
4) Secondo B. cinque compiti terapeutici fondamentali che servono principalmente
a far comprendere al pz. come le sue modalità relazionali patologiche siano
collegate ai primitivi modellidi attaccamento e come si possano comporre modalità
diverse e più idonee (l’intervento terapeutico appare per lo più di tipo
cognitivo, pur se B. pone l’accento l’importanza degli affetti).
Per K. è importante che l’analista funzioni da oggetto sé in modo che il pz.
possa essere coinvolto in una esperienza emotiva profondamente diversa rispetto
all’infanzia. In questo modello non è tanto importante che il pz. comprenda,
quanto che “viva” e sperimenti una relazione profondamente nuova.
4) Secondo B. cinque compiti
terapeutici fondamentali che servono principalmente a far comprendere al pz.
come le sue modalità relazionali patologiche siano collegate ai primitivi
modelli di attaccamento e come si possano comporre modalità diverse e più
idonee (l’intervento terapeutico appare per lo più di tipo cognitivo, pur se
B. pone l’accento l’importanza degli affetti). Per K.è importante che
l’analista funzioni da oggetto sé in modo che il pz. possa essere coinvolto
in una esperienza emotiva profondamente diversa rispetto all’infanzia. In
questo modello non è tanto importante che il pz. comprenda, quanto che
“viva” e sperimenti una relazione profondamente nuova.
Entrambi
sottolineano l’importanza centrale che assume per lo sviluppo sano il legame
con una figura capace di offrire una rispondenza ed un sostegno appropriati alla
fase di sviluppo della persona.
Come il legame di attaccamento è indispensabile per la sopravvivenza
dell’individuo, così l’oggetto sé assicura la sopravvivenza psicologica
del sé.
Differenze:
1) K.: mette in rilievo le
funzioni particolari dell’oggetto-sé (rispecchiamento, idealizzazione,
alter-ego); B.: si concentra sulla figura materna.
2) K.: evidenzia come i legami con l’oggetto-sé determinino la coesione del sé
e l’equilibrio intrapsichico (attenzione maggiore all’intrapsichico e alla
soggettività). B.: valuta gli effetti comportamentali derivati dai primitivi
legami di attaccamento. In particolare pone in relazione i comportamenti
espressi e la sintomatologia psicopatologica (per es. ansia, depressione,
rabbia) con le diverse tipologie dell’attaccamento (sicuro, insicuro evitante,
insicuro resistente, disorganizzato)
3) A parere di entrambi bisogna utilizzare una tecnica psicoterapeutica di tipo
empatico (base sicura), ma per K. è importante la validità soggettiva dei
ricordi del pz. Per B. è opportuno allargare l’anamnesi anche con elementi
non riferiti dal pz., allo scopo di cercare di capire come sono andate veramente
le cose. Inoltre c’è maggiore attenzione agli eventi traumatici reali che il
pz. può aver subito (separazioni, lutti, violenze, minacce, pressioni
psicologiche)
4) Secondo B. cinque compiti terapeutici fondamentali che servono principalmente
a far comprendere al pz. come le sue modalità relazionali patologiche siano
collegate ai primitivi modelli di attaccamento e come si possano comporre
modalità diverse e più idonee (l’intervento terapeutico appare per lo più
di tipo cognitivo, pur se B. pone l’accento l’importanza degli affetti). Per
K.è importante che l’analista funzioni da oggetto sé in modo che il pz.
possa essere coinvolto in una esperienza emotiva profondamente diversa rispetto
all’infanzia. In questo modello non è tanto importante che il pz. comprenda,
quanto che “viva” e sperimenti una relazione profondamente nuova.
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