L'Inconscio secondo Kohut e la Psicologia del Sè

 

D Quale è la Concezione dell’Inconscio secondo Kohut e  la Psicologia del Sé?
R Kohut mise in discussione la Teoria delle Pulsioni; essa sostiene:
- sono le pulsioni stesse e i loro derivati psichici a fornire l’energia e gli scopi dell’attività mentale
-  il bambino "ricerca" la figura materna in qualità di oggetto pulsionale, che è "funzionale" al raggiungimento della meta della pulsione stessa; essa consiste nello scarico dell’eccitamento psichico correlato
- l'oggetto, ad es. la figura di accudimento, quindi, è importante perchè consente lo scarico della pulsione: il "punto focale" rimane prevalentemente intrapsichico e secondariamente relazionale
Per Kohut: 
- il bambino è un essere gioioso che si affaccia al mondo con il bisogno di essere seguito e confermato nelle diverse espressioni del suo essere e non è portatore di impulsi perversi e polimorfi

D Kohut allora non “ammette” la esistenza delle Pulsioni?
R Si, la ammette, ma ritiene che le Pulsioni, come ad es. la P.Sessuale e la P.Aggressiva,
non sono più le unità primarie della mente ma diventano semplici derivati psicopatologici.
L’emergenza pulsionale, sessuale o aggressiva, non sarebbe che la conseguenza di una disgregazione legata al fallimento nella relazione Sé-oggetto-Sé.
Ad.es. “la fase edipica è espansiva e gioiosa per un bambino che vive in un ambiente mediamente empatico, il complesso edipico non è il risultato di una fissazione pulsione del bambino, ma è la conseguenza di risposte carenti dei genitori” (H. Kohut, La guarigione del Sé, Boringhieri, pp. 207 e sg.)

D Le Pulsioni, secondo la Psicanalisi, contribuiscono in modo determinante allo Sviluppo della Personalità; dato che Kohut esclude un ruolo centrale delle Pulsioni, come considera lo Sviluppo della Personalità?
R Secondo alcuni punti fondamentali:
- dallo stato indifferenziato neonatale il bambino è portare a uscire e a crescere, ma non grazie alla "spinta" pulsionale, ma grazie alla Relazione Sé-oggetto Sè
- perché si sviluppi un sano narcisismo, un sano e maturo amore di sé, egli ha l’assoluta necessità di fare l’esperienza di una sintonia con un oggetto-Sé
- “ciò che crea la matrice dello sviluppo di un Sé sano nel bambino è la capacità dell’oggetto-Sé di rispondere con un riscontro speculare adeguato almeno una parte del tempo”

D In che consistono il Sé, l’Empatia,  l’oggetto-Sé e la Relazione Sé - oggetto Sé?
R In modo sintetico:
I)  Il Sé:
-   nel 1977, in La guarigione del Sé, così Kohut definisce il Sé:“Un centro di iniziative e un contenitore di impressioni”.
-   il Sé, oltre che un contenitore di impressioni, è anche un agente attivo, dotato di funzioni e di caratteristiche. Goldberg (1980) lo definisce un “locus di relazioni”
-   al Sé vengono ascritte funzioni che nella teoria classica pulsionale venivano attribuite all’Es, Io, Super-lo
II) L’Empatia:
- l’empatia è la capacità dell’oggetto reale, la madre prima e poi il terapeuta, di riconoscere e condividere ogni singolo aspetto esperienziale e affettivo del Sé
III) L’oggetto-Sé
- l’oggetto-Sé non è la madre nè il bambino, ma il prototipo interiore di una serie di esperienze emotive di riconoscimento e di conferma, legate all’empatia e al rispecchiamento gioioso da parte delle figure di accudimento
IV)
La Relazione Sé - oggetto Sé e lo Sviluppo della Personalità
-  il Sé, alla nascita, è “frammentato” 
-  il bambino nella fase iniziale della vita ha delle esperienze in cui ciascuna impressione sensoriale, ciascun movimento, ogni sentimento rappresenta, nel momento in cui viene sperimentato, la totalità
- il Sé nasce e si sviluppa in un ambiente che lo supporta: come il corpo per vivere e  crescere ha bisogno di ossigeno, così il Sé ha bisogno di un ambiente accogliente e empatico:
-   il Sé comincia a emergere al punto in cui “convergono le potenzialità innate del bambino e le aspettative dei genitori nei suoi confronti” (Greenberg, Mitchell, 1983, p. 349).
 
- la Relazione Sé - oggetto Sé è una interazione reciproca continua  a partire dalla nascita, promuove lo Sviluppo della Personalità; Kohut distingue l’esistenza di:
a) Sé del Neonato o Sé Rudimentale:
- il neonato non ha alcuna consapevolezza riflessiva di sé, non è capace di sperimentare se stesso, neanche oscuramente, come unità coesiva nello spazio e durevole nel tempo
- il bambino nasce avendo come bagaglio personale l’esperienza della totale soddisfazione dei bisogni
- è un essere gioioso che si affaccia al mondo con il bisogno di essere seguito e confermato nelle diverse espressioni del suo essere
b) Sé del Bambino o Sé Nucleareo (= Nucle Centrale della Personalità)
- come nucleo centrale della nostra personalità il Sé (“Sé nucleare”) è formato da elementi costitutivi diversificati che acquistano forza nell’interazione con le persone esperite come oggetti-Sé nella prima infanzia
c) Sé Grandioso, Difesa del “Paradiso Narcisistico”,  Processo della Interiorizzazione Trasmutante
Sé Grandioso:
- si tratta semplicemente di qualcosa come uno stato incontaminaro di benessere narcisistico
- qualunque elemento intervenga a frustrare il benessere fisico o mentale del banìbino — qualunque rumore, qualunque sensazione di freddo, di bagnato, qualunque stimolo della fame, qualunque dilazione del soddisfacimento tutto questo costituisce una frustrazione narcisisitica (Kohut 1987 p.l08)
Difesa del “Paradiso Narcisistico”:
- attraverso le prime frustrazioni il bambino, prendendo atto che ci sono imperfezioni nel “paradiso narcisistico” e che esso non è assoluto, cerca di salvaguardarlo in qualche modo. Questo tentativo avviene secondo due modalità principali, che rappresentano due passaggi inevitabili dello sviluppo:
I) si trincera cioè in un sentimento di Sé Onnipotente ed esibisce inoltre tale rappresentazione di sé e attende dai genitori un riconoscimento e una condivisione gioiosa della propria immagine grandiosa di se
II) l’altra modalità utilizzata per mantenere l’equilibrio narcisistico è la relazione con “l’oggetto idealizzato”, cui si è già fatto riferimento: “Io non sono niente, ma c’è almeno qualcosa di grande e di perfetto fuori di me, qualcosa che è depositario di ciò che un tempo io ho sperimentato. Tutto ciò che io ora posso fare è cercare di legarmi a questo oggetto e, anche se ora non sono niente, dopo diventerò grande come lui” (ibidem).
-   Kohut definisce tale configurazione quella “dell’imago parentale idealizzata”; essa rappresenta una forma di narcisismo orientata verso l’oggetto Processo della Interiorizzazione Trasmutante:
- sotto le spinte evolutive e maturative, all’interno di un ambiente empatico e selettivo nelle risposte, il Sé grandioso si modula, diminuisce le aspettative, si fa più realistico.
- così pure il bisogno di proiettare nei genitori aspetti idealizzati del Sé lascia il posto len­tamente a una visione più realistica del Sé e degli oggetti.
- quello che Kohut sottolinea con più forza è che le esperienze di rispecchiamento empatico di queste configurazioni psichiche fondamentali consentono la formazione, all’interno della mente, di strutture, attraverso il processo della “interiorizzazione trasmutante”
- è questo processo che struttura il Sé maturo, capace di un sano amore narcisistico, di perseguire ideali e di usare l’aggressività per il loro raggiungimento.
- l ’ “interiorizzazione trasmutante” è il risultato di innumerevoli processi di micro­interiorizzazioni, frutto di micro-relazioni Sé-oggetti-Sé.
d)  Le Funzioni legate alle Esperienze dell’oggetto-Sé e Le Tre diverse Modalità di Transfert
Le funzioni che sono state descritte da Kohut come legate alle esperienze di oggetto-Sé sono:
-   la funzione di idealizzazione:
attraverso cui il bambino attribuisce potere e capacità illimitate alla figura genitoriale;
-   la funzione di rispecchiamento:
attraverso la quale il bambino riceve dal genitore la conferma della propria esistenza e vitalità, insieme al senso di essere valorizzato e stimato; e, infine
-   la funzione gemellare o di alter ego:
- connessa al desiderio da parte del soggetto di somigliare ad altri esseri umani, nelle proprie sensibilità, aspettative, attività e quindi primariamente di condividere con i genitori capacità e competenze
- a queste specifiche funzioni ed esperienze che, va sottolineato, si sviluppano e si rimodellano nel corso della vita da forme meno mature a quelle più evolute, corrispondono sul piano clinico tre diverse modalità di transfert (idealizzante, speculare, gemellare).
 e) Sé Coeso
- il concetto di “coesione del Sé” è stato usato fenomenologicamente da Kohut per descrivere lo stato di solidità, di integrità e di costanza dell’esperienza di sé.
Un Sé coeso consta di tre elementi fondamentali:
1. Un polo da cui emanano le tendenze al potere e al successo (le ambizioni), connesso quindi a un adeguato rispecchiamento del Sé grandioso;
2. Un polo che ospita i fondamentali obiettivi idealizzati;
3. Un’area intermedia di talenti e di abilità attivati dalla tensione che si stabilisce fra ambizioni e ideali

D Come considera Kohut il Conflitto e la Psicopatologia?
R Secondo Freud la sofferenza psichica è legata a conflitti fra pulsioni e difese, fra l’Es e l’Io; secondo Kohut, la sofferenza psichica  è connessa a primarie carenze ambientali o a gravi difficoltà nel rapporto empatico originario, quello con la madre.
I disturbi del Sé sono disturbi legati a uno stato di carenza o di deficit e sono collegati al fallimento nelle relazioni Sé-oggetti-Sé.
Kohut ritiene inoltre, in accordo con Fairbairn, che le fissazioni legate alle pulsioni, e conseguentemente i disturbi ossessivi, fobici ecc., riflettano un disturbo del Sé, collegato a sua volta a un disturbo del Sé dei genitori.

D In che consistono i Disturbi del Sé secondo Kohut?
R Sono riconducibili ad  uno stato di carenza o di deficit e sono collegati al fallimento nelle relazioni Sé-oggetti-Sé.
D Da cosa è condizionato questo fallimento?
R Da genitori che non svolgono adeguate funzioni di oggetto-Sé; essi sono vissuti dal bambino come “aggressori non empatici dell’integrità del suo Sé” (Kohut, 1977).
D Come è possibile che i genitori “minaccino” l’integrità del Sé del Bambino e conducano alla frammentazione?
R E’ possibile  ipotizzare:
I) una origine biologica innata della Frammentazione stessa
II) una origine legata  all’assenza totale di rispecchiamento da parte di oggetti-Sé: si ricordi, infatti, che gli inizi del Sé Nucleare si collochino nella costellazione di speranze, sogni, fantasie e attese a proposito del futuro bambino nella mente dei genitori, soprattutto della madre.
III) una origine connessa alla disparità fra le capacità del bambino e le aspettative genitoriali
D Il Passaggio dal fallimento nelle relazioni Sé-oggetti-Sé al Sé difettoso e danneggiato?
R Le Interazioni difettose tra il bambino e i suoi oggetti­-Sé, si traducono in una carenza o in un impossibilità del processo di interiorizzazione trasmutante e conducono a un Sé difettoso e danneggiato.

D In che consistono i Disturbi schizofrenici, il Disturbo Borderline di Personalità e il Disturbo Narcisistico di Personalità?
R Ecco:
I)  i disturbi schizofrenici appaiono caratterizzati da un Sé gravemente frammentato, dalla mancanza di strutture difensive o  compensatorie atte a coprire il deficit. 
II) la situazione borderline, caratterizzata da un Sé debole, disturbato e incline alla disgregazione viene così descritta da Kohut:
“Nel momento preciso in cui il Sé nascente del bambino esige l’accettazione rispecchiante della sua indipendenza, l’oggetto-Sé; a causa della sua incompletezza e delle sue paure di frammentazione, insiste sul mantenimento di una fusione arcaica” (Kohut, Wolf, 1978).
III) i disturbi narcisistici di personalità sono, invece, causati da fallimenti empatici degli oggetti-Sé, ma la loro attivazione nel trattamento terapeutico può essere tollerata senza dare luogo a frammentazione.
- sono caratterizzati in vario modo:

A) personalità che cercano ansiosamente oggetti da cui trarre conferma e vitalità;
B) personalità bramose di ideali, quindi alla ricerca di oggetti-Sé da ammirare;
C) personalità alteregoiche, che cercano oggetti-Sé ai quali adeguarsi e sottomettersi;
D) personalità desiderose di fondersi con l’altro, che usano come oggetto-Sé, per avere una struttura essenziale per la propria sopravvivenza; personalità asociali, che evitano il contatto per sottrarsi ai conflitti legati ai bisogni narcisistici insoddisfatti.
È quindi la carenza e il fallimento delle relazioni Sé-oggetti-Sé a determinare la sofferenza psichica.
Al centro della psicologia e della psicopatologia di Kohut non c’è più Edipo, l’uomo colpevole, imprigionato nel suo conflitto. ma c’è l’uomo tragico, Ulisse, impegnato fino all’estremo, e quasi sempre invano, nella ricerca di Sé.

D Che rapporto c’è tra il fallimento della Relazione oggetto-Sé / Sé e le Pulsioni?
R L’emergenza pulsionale, sessuale o aggressiva, non sarebbe che la conseguenza di una disgregazione legata al fallimento nella relazione Sé-oggetto-Sé.
Il bambino ha bisogno di relazioni di buona qualità e le pulsioni, nella riflessione teorica di Kohut, non sono più le unità primarie della mente ma diventano semplici derivati psicopatologici.
Un Sé integro e coeso è in grado di esprimere i propri desideri in forma assertiva e la propria rabbia di fronte a situazioni di frustrazione.

D Come considera Kohut il Narcisismo?
R Il termine “narcisismo” viene utilizzato per la prima volta da Freud nel 1910 per spiegare la scelta d’oggetto negli omosessuali:
- “I ragazzi che egli, adolescente, ora ama non sono che sostituti e repliche della sua stessa persona infantile, da lui amata come sua madre lo amò da bambino” (Freud, 1910a, p. 244).
-   lo studio del narcisismo induce Freud a presupporre l’esistenza di una fase dell’evoluzione psicosessuale intermedia fra l’autoerotismo e l’amore per l’oggetto. “Il soggetto comincia col prendere se stesso, il proprio corpo come oggetto d’amore” (Freud, 1910b, p. 386).
Con la seconda teoria dell’apparato psichico, Freud contrappone un primo stadio narcisistico, anoggettuale, alle relazioni d’oggetto
Kohut ritiene che si debba rivolgere alla psicoanalisi la critica di contrapporre l’amore di sé: narcisismo, all’amore per l’altro:  rapporto oggettuale, come qualcosa di cattivo rispetto a qualcosa di buono, qualcosa di peggiore cui deve seguire qualcosa di migliore.
Kohut ipotizza, dunque, che esista una libido oggettuale e una libido narcisistica: l’una porta all’amore maturo per gli oggetti, l’altra porta all’amore maturo per il Sé:
“Il narcisismo non è un fenomeno clinico, ma una sorta di forza direzionale. Ciò che sperimentiamo e che possiamo osservare come manifestarsi del narcisismo è profondamente intrecciato a un sistema di relazioni oggertuali fin dall’inizio della vita”.

D Come considera Kohut il Super-Io?
R Per quanto attiene alla nascita del Super-io, istanza psichica portatrice di norme e valori, Kohut, pur affermando che “il contenuto nucleare del Super-io  èfondamentalmente posto in essere e consolidato alla fine del periodo edipico” (Kohut, 1987, p. 66), ne sottolinea l’origine e il significato narcisistico.

Il Super-io è la trasformazione di una figura esterna idealizzata in un sistema interno di valori ideali; ma originariamente altro non è che l’immagine idealizzata del Sé nella sua configurazione originaria.
Kohut sottolinea cioè l’importanza, per lo sviluppo di un sano amore di sé, della relazione Sé-oggetto-Sé idealizzato.

D Quali sono le vicissitudini del Sé Grandioso e dell’Imago Parentale Idealizzata?
R Ecco:
A) vicissitudini del Sé grandioso
Il Sé grandioso raggiunge una capacità crescente di far fronte alla realtà e di avere una visione realistica di sé grazie a:
- l’influenza di fattori maturativi congrui;
- la selezione ottimale delle risposte parentali;
 le frustrazioni crescenti;
- il ritiro graduale dell’approvazione da parte dell’oggetto, il che equivale comunque ad una perdita oggettuale;
- la conseguente progressiva assunzione da parte dell’apparato psichico di funzioni che prima erano svolte da altri e, in particolare, dall’oggetto idealizzato.
B) Vicissitudini dell’imago parentale idealizzata
Anche nel caso dell’oggetto idealizzato viene vissuta una perdita; c’è il riconoscimento che l’ideale non è ideale. Tale perdita può essere:
- dannosa per la psiche:  quando è prematura e tutta insieme diventa traumatica e inassimilabile;
- utile per la psiche: -quando si verifica al momento giusto e con la dovuta progressione.
Kohut userà nei suoi scritti successivi il termine “interiorizzazione trasmutante” per designare questo processo messo in movimento dalla frustrazione ottimale (1971, 1977, 1978, 1984).

 D Come si delineano i  disordini narcisistici del carattere?
R Ecco le Cause della vulnerabilità narcisistica del bambino
Cause “materne

- quando la madre ha un problema di personalità può indurre una diffusa vulnerabilità narcisistica nel bambino:
I. la madre può essersi rivelata incapace di apprezzare l’esibizionismo del bambino nel momento giusto;
II. può aver protratto la sua adorazione dell’esibizionismo oltre il periodo di tempo conveniente;
III. può essere una madre fredda e stereotipata e manca di empatia e ha bisogno di operare secondo le regole;
IV. può essere una madre che risponde al bambino, ma lo fa in conformità ai suoi interessi anziché ai bisogni del bambino;
V. una madre può essere ultraresponsiva e coinvolta in modo ipocondriaco nei sintomi del bambino;
VI. può essere una madre che risponde in modo adeguato intanto che sussiste lo stato di fusione totale, rappresentando il bambino una dilatazione di lei stessa; ma non è in grado di apprezzare il bambino quando questo comincia a vivere fasi di separazione e di individuazione, quando acquista libertà di movimento e ha bisogno di essere apprezzato in quanto individuo distinto.
Cause “paterne”
- qualunque sia la causa materna, quando il bambino comincia ad avere circa tre anni si rivolge al padre per quel tipo di ruolo idealizzato che egli non ha potuto vedersi riconoscere dalla madre.
- se ora il padre è in grado di consentire al bambino di idealizzarlo, ne verrà fuori allora un adulto non così disturbato come rischiava di essere
- se invece il padre prende le distanze, come precedentemente, in un modo o nell’altro, ha fatto la madre, e non consente al bambino di imitarlo, atteggiarsi come lui e stargli dietro, allora nessuno spostamento può avere luogo dal desiderio di essere ammirato fino alla possibilità di esprimere almeno in modo attivol’ammirazione.
Doppia frustrazione
- se il tentativo di guardare al padre come ad un uomo importante viene frustrato, questo diviene allora un ulteriore trauma, perché anche a questo livello il bambino subisce una frustrazione. - Se si verifica questa doppia frustrazione il nucleo del narcisismo si sviluppa in modo distorto.

D Come considera Kohut la Fusione? 
Fusione sana

- la capacità di volgersi ad un interlocutore esterno nella situazione di tensione e di chiedere la protezione di quest’altra persona, in vista di una possibile riproduzione dello stato di fusione, appartiene anch’essa ai dispositivi funzionali della mente sana ed è pienamente compatibile con la salute mentale.
- caratteristiche principali della fusione sana:
• ci si rivolge ad un interlocutore confinando in lui e fondendosi, per così dire, in e con lui, facendo sì che la sua forza relativa si comunichi temporaneamente a noi;
• si tratta di un meccanismo irrazionale o pre-razionale;
• può appartenere alla comunicazione verbale
• e anche alla comunicazione mimico-gestuale: uno sguardo di approvazione, un abbraccio, una mano sulla spalla, un qualunque contatto fisico, lo star seduti tranquillamente l’uno accanto all’altro,
• ma si tratta di un meccanismo che può provenire anche dalla componente adulta e matura della personalità dell’individuo, nel senso che implica una capacità di scelta; infatti, perché la fusione con l’altro abbia un esito costruttivo, è opportuno coinvolgere, possibilmente, un soggetto che non sia “il primo arrivato”, ma con cui sia presente un legame amicale o comunque significativo; non solo, ma è importante, sempre in termini di scelta, che si sia ragionevolmente in grado di intuire e “captare” il momento giusto per proporre l’esperienza della fusione, ovvero è opportuno che l’altro si trovi in un momento tendenzialmente recettivo (ciò vuol dire che contano anche certe doti di empatizzazione e immedesimazione)
Fusione patologica
- si può dire che una fusione sia patologica quando manca delle caratteristiche principali che connotano la fusione sana e che sono state appena descritte
- si tratta, in definitiva:
• di risposte puramente automatiche che scattano ad ogni tipo di tensione;
• di risposte prive di capacità di differimento, di discriminazione e di modulazione;
• di bisogni che conducono solo a richieste imperiose senza alcuna considerazione per la situazione reale o per la disponibilità o capacità di rispondere dell’altro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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