Alcune riflessioni sul sogno di Giacobbe

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In Genesi 28, 10-22, è riportato il sogno che offre spunti interessanti per confrontarsi con i concetti proposti da Jung. Il Signore che parla a Giacobbe si può considerare una delle modalità di manifestazione fenomenica dell' Archetipo del Se.

Si noti come sono evidenti le 3 caratteristiche dell'immagine archetipica:

  1. il carattere inconscio

Giacobbe è in viaggio per raggiungere Làbano, con l'intento di prendere moglie e di sottrasi alla vendetta di Esaù; non vi è alcun elemento di particolare religiosità nel viaggio che si accinge a compiere, anzi, le sue preoccupazioni e i suoi obbiettivi sono fin troppo concreti: trovare moglie, sottrarsi all'ira del fratello. Non vi è nulla che lasci presagire eventi di carattere sacro e divino.

Anche la benedizione del padre Isacco era improntata ad una realizzazione individuale e terrena: "Dio ti conceda rugiada dal cielo e terre grasse e abbondanza di frumento e mosto, ti servano i popoli e si prostrino davanti a te le genti" (Gn 27, 27-29). È palese che l'Imago Dei che gli si rivela in sogno proviene dal di fuori della sua Coscienza e delle sue pregresse esperienze personali, originandosi cosi non dall'Inconscio personale, ma da quello Collettivo.

     2.  l'autonomia

l'Imago Dei si rivolge a Giacobbe in modo completamente autonomo e personificato, con una autorevolezza e una grandezza che sono ben lontane dal livello e dalle esperienze del giovane Giacobbe, costretto a comportarsi come un profugo che deve abbandonare in fretta, e a tempo indeterminato, la sua casa.

     3.  la numinosità

è " un'essenza, o energia dinamica non originata da un atto arbitrario della volontà. Al contrario questa afferra e domina il soggetto..."(Opere Vol. 11 p. 17), si osservi in proposito come l'Imago Dei riveli a Giacobbe un cambiamento radicale della sua esistenza, che da individuale diviene collettiva, con la promessa della terra su cui si è coricato e di una numerosa discendenza ed anche il carattere in qualche modo di afferramento e di dominio sulla vita di i Giacobbe, di cui il Signore si permette di disporre non solo in un modo mediato dalla proposta di un’alleanza: " io sarò con te e ti proteggerò dovuque tu andrai...", ma anche in maniera perentoria e diretta: " poi ti farò ritornare in questo paese..."

L’ulteriore carattere del numonisum, e cioè la sua intensità ed estraneità, è tutta testimoniata dallo sgomento e dalla profonda reazione emotiva di Giacobbe: " Quando è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, la porta del cielo ".

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