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Simbolo Divino in Sigmund Freud questo collegamento ipertestuale ha lo scopo di presentare una esposizione sintetica e divulgativa della concezione di S.Freud sul tema della figura divina e delle religione. Ritorna all'Introduzione alla Psicologia Analitica Ritorna a Psicoanalisi
1) Nell’opera "Azioni osessive e pratiche
religiose" del 1907, Freud sostiene, in definitiva che la religione
è come una sorta di nevrosi ossessiva dell’umanità"
La nevrosi ossessiva colpisce pazienti che provano anche sentimenti di odio e/o di tipo aggressivo-distruttivo verso le persone care, ma che, al contempo, considerano tali sentimenti moralmente inaccettabili. Ne consegue che essi vengono rimossi, ma nonostante ciò, provocano egualmente dei sentimenti di colpa inconsci, i quali evocano angoscia e spingono il paziente a ricercare un’espiazione liberatoria.Essa diviene possibile grazie ad azioni preposte allo scopo che si caratterizzano per il riproporsi, di volta in volta, nelle medesime modalità e tempi; si tratta di veri e propri cerimoniali e rituali. Grazie ad essi, il paziente seda l’angoscia scaturita dai sensi di colpa provocati da quei sentimenti. Come ad es. la paziente che puliva ripetutamente la casa e che era portatrice di sentimenti inconsci di odio verso la madre. Quando il marito e i figli tentavano di dissuaderla e farla riposare, ella si irritava e diventava intrattabile; o la madre che controllava ogni 10 minuti se le finestre erano tutte sbarrate, poiché temeva di gettare il figlio dalla finestra in un momento di pazzia! Secondo Freud, ciò che avviene a livello individuale si ripete nel contesto sociale, nel senso che in una collettività vi sono sempre delle norme etiche e morali che la regolano; ma ciò non è sempre possibile e/o realizzabile, sicché, anche a livello collettivo, si sviluppano potenti sentimenti di colpa che evocano un’angoscia su scala "sociale", così intensa e diffusa, da richiedere azioni articolate e complesse per poter essere contenuta. Dalla codificazione e sedimentazione plurisecolare di tali "azioni", sarebbero sorti i cerimoniali e i riti che caratterizzano e costituiscono le religioni! Quindi, come i sogni e i sintomi, anche la religione sarebbe un "ritorno
del rimosso".
2) Nell’opera "Un ricordo dell’infanzia di Leonardo da Vinci" del 1910, Freud scrive che l’essere umano, ‘quando... riconosce il suo reale abbandono e la sua debolezza di fronte
alle grandi potenze della vita, percepisce la propria situazione in modo
simile a come la percepiva nell’infanzia e tenta di negarne la desolazione
con un ripristino regressivo delle potenze protettive dell’infanzia stessa...
il Dio onnipotente e giusto, la natura benigna ci appaiono come grandiose
sublimazioni del padre e della madre, anzi come repliche e reintegrazioni
delle immagini, che il bambino piccolo ha di entrambi... il Dio personale
non è altro, psicologicamente, che un padre innalzato’ Lo stesso punto di vista è ripreso nell’opera "L’avvenire di una illusione" del 1927: dove Freud sostiene non solo che la religione è un'illusione, ma che, col tempo, seppure in un futuro non vicino, finirebbe con l'estinguersi grazie al prevalere del pensiero scientifico e della ragione (Sigmund Freud "Avvenire di una Illusione" 1927 in Opere di Sigmund Freud Vol. X edizione Boringhieri, Torino, 1980 p 482); anche qui il richiamo a Dio è visto come un richiamo ad un padre buono, illusoria proiezione dinanzi alle gravi difficoltà della vita. In parole più semplici, l’adulto angosciato e spaventato dai drammi, i misteri e le tragedie dell’esistenza e del mondo, si scopre debole e impotente, e nel disperato bisogno di una guida e di una protezione, crea un padre grandioso e formidabile, la divinità. Con l’opera del 1929 "Il disagio della civiltà" Freud precisa che le "possibilità di felicità sono limitate a causa di tre fonti di sofferenza: la forza soverchiante della natura, la fragilità del corpo umano e l’inadeguatezza delle istituzioni che regolano le reciproche relazioni degli uomini nella famiglia, nello Stato e nella società " (Sigmund Freud "Il Disagio della civiltà " 1929 in Opere di Sigmund Freud Vol. X edizione Boringhieri, Torino, 1980 p 609)
3) Nell’opera " Totem e tabù" del 1913, Freud esplora il tema della religione potemmo dire su un piano psicosociale e culturale. Egli ipotizza, attraverso gli "studi di Darwin e Atkinson" , che:
Tra di esse, due basilari:
Così dal sentimento di colpa e dal sentimento di riparazione scaturirono i 2 tabù fondamentali della società: il divieto dell'omicidio e e il divieto dell’incesto. La libido sessuale così controllata, si rese disponibile per essere orientata su altre attività psichiche non genitali, cioè fu sublimata! Col tempo la figura paterna introiettata si modificò ulteriormente passando dal Totem a Dio e, quindi, da un’autorità paterna a una divina. Tutto ciò costituì la base per lo sviluppo di forme successive più evolute di religione e spiritualità. Ricapitolando, Freud riconduce la religiosità ad una sorta di culto di un padre idealizzato e cioè, in termini psicologici, ad un Complesso Paterno di tipo collettivo.
4) Per Freud anche il Complesso Paterno individuale, quale si riscontra nel Complesso di Edipo è per il fondamento della civiltà dell’uomo; esso si articola nei seguenti aspetti: A - per il bambino:
B - per la bambina:
Questo desiderio di assomigliare ai genitori porta ad un’Identificazione con essi e con il loro stile di vita e valori; dato che tale identificazione consiste in una sorta di introduzione e conservazione della personalità del genitore all’interno di sé stessi, si parla di "Identificazione Introiettiva". Tale identificazione, che avviene gradualmente e progressivamente nel tempo, riguarda in specie il codice etico-morale dei genitori e i loro ideali. Dall’identificazione e introiezione del codice etico-morale dei genitori deriva, nel bambino, l’istanza psichica del Super-Io, mentre l’identificazione e l’introiezione degli ideali dei genitori stessi porta alla genesi dell’istanza psichica dell’Ideale dell’Io. Quindi, la rimozione dei desideri sessuali edipici conduce alla genesi del:
Dal confronto tra Super-Io e Io scaturiscono i Sentimenti di Colpa, mentre dal confronto tra Ideale dell’Io e Io scaturisce i Sentimenti di Inferiorità. Si comprende così come per Freud il Complesso di Edipo abbia un ruolo fondamentale nella genesi della civiltà dell’uomo, in quanto lo guida a sostituire desideri e sentimenti primitivi, arcaici e brutali, con sentimenti più nobili di affetto, rispetto del singolo, delle norme familiari e sociali, del senso di colpa e di inferiorità. Attraverso un esito positivo del Complesso di Edipo si compie la prima importante evoluzione "spirituale" dell’essere umano! E’ la prima importante "sublimazione" dell’essere umano! Freud chiamò Sublimazione quell’Operazione Difensiva per cui uno scopo pulsionale sessuale e/o aggressivo che evoca Angoscia perché inaccettabile o pericoloso, viene abbandonato a vantaggio di un nuovo scopo autorizzato dal Super-Io, che trova una potenziale valorizzazione a livello sociale e che consiste essenzialmente in opere di civiltà sia di tipo intellettuale che artistico. Freud puntualizza inoltre che:
Per cui alla Sublimazione concorrono anche fattori genetici trasmessi ereditariamente. Si comprende ora più facilmente il riflesso del Complesso di Edipo sulla religiosità; scrive Freud "Dalla ricerca psicoanalitica condotta sul singolo individuo risulta con particolarissima insistenza che il Dio si configura per ognuno secondo l’immagine del padre, che il rapporto con Dio dipende dal rapporto che si ha con il padre carnale, oscilla e si trasforma in lui, e che, in ultima analisi, il Dio altro non è che un padre a livello più alto" (Sigmund Freud "Totem e tabù" 1927 in Opere di Sigmund Freud Vol. X edizione Boringhieri, Torino, 1980 pp 150 -151 ).
5) Nell’opera "Psicopatologia della vita quotidiana" del 1901 Freud mette in relazione le religioni, i miti e le superstizioni alla Paranoia. Il paranoico è convinto di essere perseguitato da una persona o un’associazione; in realtà proietta nel mondo esterno un conflitto interno di cui non è cosciente. Nello stesso modo, chi crede nelle religioni, superstizioni e miti o leggende, secondo Freud "proietta nel mondo esterno l’oscura conoscenza... di fattori e rapporti psichici inerenti all’inconscio" Dato che si tratta di forze dell’inconscio nei riguardi delle quali la coscienza è spesso impotente, smarrita o affascinata, si comprende come possa essere proiettata sottoforma di una realtà sovrasensibile. Scrive ancora Freud: "perché il superstizioso non sa nulla della motivazione delle proprie azioni casuali, e perché il fatto di questa motivazione pretende un posto nel suo riconoscimento, egli è obbligato a sistemarla mediante spostamento nel mondo esterno... credo infatti che gran parte della concezione mitologica del mondo, che si estende diffondendosi sino alle religioni più moderne, non sia altro che psicologia proiettata sul mondo esterno"(Sigmund Freud "Psicopatologia della vita quotidiana" 1901 in Opere di Sigmund Freud Vol. IV edizione Boringhieri, Torino, 1970 pp 279 - 280) Già in una lettera all’amico W. Fliess del 12 dicembre del 1897 aveva scritto "l’oscura percezione interiore da parte del soggetto del suo apparato
psichico suscita delle illusioni che, naturalmente, si trovano proiettate
all’esterno e, in modo caratteristico nel futuro, in un al di là.
L’immortalità, la ricompensa, tutto l’al di là; queste sono
le concezioni della nostra psiche interiore... E’ una psico-mitologia"(cit.
in Plè A.: Freud e la Religione Città Nuova Roma p.190)
6) Nell’opera "L’uomo Mosè e la religione monoteistica: tre saggi" del 1938 Freud interpreta il giudaesimo e il cristianesimo secondo il modello del Complesso Paterno presentato in "Totem e Tabù" (Sigmund Freud "L'uomo Mosè ela religione monoteista " 1939 in Opere di Sigmund Freud Vol. XI edizione Boringhieri, Torino, 1982 pp 329 - 453). Per Freud, Mosè era, in realtà un egiziano; egli si era rivolto al popolo ebraico e lo aveva guidato ad una conversione alla religione monoteista di Ikhnaton; in seguito,aveva subito un destino tragico: seppure inizialmente ammirato e ascoltato, era stato poi temuto e odiato, fino ad essere assassinato dagli stessi ebrei a cui si era dedicato. In un primo periodo questo assassinio fu sottoposto a una rimozione; più tardi, dopo una fase di latenza, vi fu un "ritorno del rimosso" e il Senso di Colpa si fece sempre più vivo, forte e imperioso nella coscienza del popolo, tanto da spingerlo a una rivalutazione e idealizzazione di Mosè e della sua religione! Freud interpreta il convincimento del popolo ebraico di essere stato prescelto da Dio come un vero e proprio Delirio su scala collettiva e riconduce il "successo" dell’ebraismo sulle altre religioni dell’epoca principalmente a tre fattori:
Anche nel caso del Cristianesimo e del Sacrificio di Gesù , per Freud, doveva celarsi una sorta di percorso criminoso similare. Freud mise anche in relazione il Peccato Originale all'uccisione, anche solo desiderata e fantasticata, del Dio-Padre e nella morte di Gesù sulla Croce, l’espiazione di questo atto delittuoso. E’ bene sottolineare che Freud aveva anche ipotizzato che né ai tempi delle orde primitive né ai tempi di Mosè fosse avvenuta realmente l’uccisione del padre. Anche la sola uccisione del padre, rimasta a livello mentale come desiderio e non attuata, poteva avere contribuito a generare lo sviluppo dei sensi di colpa e dei bisogni di riparazione alla base delle religioni! A conclusione di questa sintesi del pensiero di Freud sull’interpretazione analitica della religiosità si possono elencare le sue idee fondamentali: Interpretazione collettiva delle religioni:
Interpretazione individuale delle religioni:
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